Il diario della crisi, candidature paracadutate da Roma: ipotesi sempre più concreta per occupare le caselle del maggioritario

Voteremo con il Rosatellum, la legge elettorale che non piace ai politici e di cui si è discusso spesso, senza però arrivare a una sintesi concreta. Funziona così. Il 37% dei seggi è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico per ogni collegio uninominale. In ciascun collegio è eletto il candidato più votato. Il 61% è ripartito proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che superano le soglie di sbarramento. Il 2% dei seggi è destinato al voto degli italiani all’estero, e viene assegnato con un sistema proporzionale che prevede il voto di preferenza. La grande novità è che per la prima volta avremo un Parlamento dai numeri ridotti 400 deputati e non più 630.
148 eletti con l’uninominale secco, 244 con il proporzionale, 8 votati all’estero.
200 senatori e non più 315.
74 eletti con l’uninominale secco, 122 con il proporzionale, 4 votati all’estero.
In totale 400 poltrone da parlamentare in meno ed è quasi scontato che gli appetiti dei maggiorenti nazionali dovranno essere soddisfatti anche usando i collegi periferici, come, per esempio, quelli del Molise.

Una eventualità che si è ripetuta ad ogni tornata elettorale, escluso l’ultima, nel 2018. È molto probabile quindi che, nei collegi sicuri, come per esempio quelli che vengono già accreditati al Centrodestra in Molise possano piovere candidature esterne alla regione. Un’altra possibilità che sta venendo fuori è quella di una sorta di partito dei governatori che sta nascendo nelle ultime ore, dopo che Zingaretti ha dichiarato di voler essere candidato al parlamento, abbandonando la regione Lazio. Una eventualità che probabilmente interessa anche Toma, il che aprirebbe scenari imprevisti anche per le regionali in Molise. Ma è presto per parlarne, i giochi sono ancora aperti.