Il diario della crisi, Berlusconi e Tajani vogliono Patriciello al Senato

Quote rosa, per Fratelli d’Italia spuntano i nomi di Aida Romagnuolo e Silvana Ciciola

Continuano a tamburro battente incontri e riunioni per decidere i nome dei potenziali candidati del Centrodestra alle prossime elezioni politiche. Se alla Camera sembra oramai un punto fermo la conferma della coordinatrice di Forza Italia, Annaelsa Tartaglione, per il Senato c’è da rispondere a due domande fondamentali: Aldo Patriciello si arrenderà al forte pressing che stanno facendo su di lui i vertici nazionali di Forza Italia, che lo vogliono candidato al maggioritario di Palazzo Madama per capitalizzare il forte sostegno elettorale di cui gode l’eurodeputato?
Con Patriciello, “mister ottantamila voti” alle ultime Europee, il successo è garantito, così come un posto nel governo che nascerà, ma bisogna fare i conti con la sua volontà, i suoi desideri. Per ora le pressioni sono fortissime, ma l’eurodeputato è combattuto e ancora non scioglie le sue riserve.
La seconda domanda, a cui bisogna rispondere, riguarda il proporzionale del Senato, lì dove bisogna necessariamente candidare una donna per rispettare la parità di genere. Ipotizzando quindi per il Senato per un candidato uomo, che potrebbe essere Patriciello, oppure nel caso di un suo rifiuto, un altro tra Filoteo Di Sandro, Quintino Palante, o Vincenzo Niro dei Popolari (che ricordiamolo alle ultime comunali ha preso più voti di Fratelli d’Italia e Lega), bisognerà forzatamente trovare per la quota proporzionale una donna del partito della Meloni. E qui prende quota l’ipotesi di una rappresentante di Fratelli d’Italia, visto che la donna di Forza Italia è la Tartaglione, candidata alla Camera. Per Fratelli d’Italia le ultime news dicono che la scelta è in ballo tra la consigliera regionale Aida Romagnuolo e l’assessore comunale di Termoli, Silvana Ciciola.
Sull’altro fronte le scelte sono meno ”drammatiche”. Tutti i sondaggi sul Molise assegnano i due maggioritari e il proporzionale Senato al Centrodestra. Rimane il proporzionale di Montecitorio. Qui e solo qui potrebbe essere eletto un candidato del Centrosinistra, o del Movimento Cinque Stelle, ma solo grazie al gioco dei resti nazionali, come successe con la Giusy Occhionero nel 2018. (Redis)