Il “Cuoco-Manuppella” al secondo posto nel concorso nazionale “Donna come la vita”

I ragazzi hanno realizzato un video sui diritti umani guidati dal professor Antonio Sorbo

Secondo posto per l’ISISS “Cuoco-Manuppella” di Isernia al concorso nazionale “Donna come la vita” indetto dalla Fondazione Cesar e giunto alla quinta edizione. L’istituto isernino, guidato dalla dirigente scolastica Mariella Di Sanza, ha centrato l’importante risultato con un lavoro realizzato dalla classe IA del Liceo delle Scienze Umane opzione economico-sociale.

I ragazzi hanno realizzato un video nel quale hanno condensato il lavoro svolto nello studio sui diritti umani nell’ambito del percorso su Cittadinanza e Costituzione sotto la guida del docente referente del progetto, il prof. Antonio Sorbo. Gli alunni isernini hanno ottenuto il secondo premio tra circa cento scuole partecipanti di tutta Italia. Il gradino più alto del podio se lo sono aggiudicati i ragazzi della 3^ I dell’IIS “I. Bazoli” di Desenzano sul Garda (BS). Il “Cuoco-Manuppella” ha preceduto la 2^ B dell’IIS “Donati” di Fossombrone (PU). Il concorso aveva come tema la condizione femminile tra violenze e diritti. In particolare, partendo dalle enormi sfide che le donne del Sud Sudan si trovano ad affrontare, attraverso il concorso la Fondazione ha inteso offrire un’occasione di conoscenza e approfondimento su argomenti globali ma poco diffusi, oltre che un’opportunità concreta per collegare i contenuti delle materie scolastiche alle problematiche attuali legate alla questione di genere, nella nostra società e nel sud del mondo. Gli alunni della IA del “Cuoco-Manuppella” hanno incontrato i volontari della Fondazione Cesar in un confronto a scuola in cui gli operatori, che sono da anni attivi in Africa, hanno parlato della loro esperienza rispondendo alle domande dei ragazzi.

Gli alunni hanno poi contattato i volontari di una ong italiana che è presente proprio in Sud Sudan da diversi anni i quali hanno consentito di completare il quadro delle informazioni raccolte dagli studenti. Quindi si è proceduto in classe ad operare una sintesi del materiale raccolto scegliendo, tra i possibili elaborati, di realizzare un video che in poco più di un minuto condensa l’esperienza didattica. Sotto la guida del docente referente è stato scritto uno storyboard nel quale sono raccontate brevemente tre storie emblematiche di altrettante donne: una sposa-bambina sudanese, un’immigrata dal Sud Sudan arrivata in Italia e diventata schiava delle organizzazioni che gestiscono la prostituzione, e una donna italiana vittima di femminicidio per mano del marito. Quest’ultima è la storia dell’isernina Stefania Cancelliere. Un filo, dunque, che parte dall’Africa e arriva in Italia e lega queste tre storie nelle quali le donne sono vittime di violenza e di sopraffazione. Il messaggio finale è però di speranza. Suggestivo anche l’uso delle immagini. Il video intitolato “No voice no choice”, è stato realizzato con uno smartphone dagli stessi ragazzi. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma nel prossimo autunno. Il video è visibile o cliccando sul sito della Fondazione Cesar o cercandolo direttamente su Youtube.

Questi gli alunni partecipanti: Giovanna Cinotti, Maria Linda De Mattia e Serena Franciosa (interpreti delle tre storie), Chiara Tomasso, Alisia Senerchia, Alice Mancini, Giada Forgione, Marialaura Ucciferri, Ludovica Di Donato, Jessica Hyde, Chiara Carfagna, Kevin Puja, Giada Iaciancio. Docente referente: prof. Antonio Sorbo.

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com