Il costo dei no vax sul sistema sanitario: “Fare i libertari con le tasse degli altri”

Con un editoriale su ‘il Giornale’ il professore UniMol, Marco Gervasoni, offre una analisi sui costi dei No Vax sul sistema sanitario che ammonterebbero a 140 milioni di euro al mese

“Quanto costano i no vax al sistema sanitario (e cioè a tutti noi?)”. E’ il professore ordinario dell’Università degli studi del Molise, Marco Gervasoni, a fornire in un editoriale pubblicato oggi, venerdì 14 gennaio, su ‘Il Giornale‘, un focus sulla questione. 

 “A molti sarà capitato, conversando con qualche renitente al vaccino (non li chiamate No Vax sennò si inalberano), di sentirsi dire: «Esercito una mia libertà: e poi a te cosa costa?». Da oggi potremo rispondere: 140 milioni di euro. Al mese. Non male come valore di un diritto, ammesso poi lo sia veramente”, si legge nell’articolo. 

Sarebbe questo il costo che i non vaccinati avrebbero sull’intera comunità. Una cifra calcolata sulla base dei ricoveri di non vaccinati tra metà novembre e metà dicembre, “evitabili se fossero ricorsi al vaccino. E ci pare del tutto congrua se si pensa che mediamente la terapia intensiva costa tremila euro al giorno e che la durata in tale condizione con il Covid è di una decina di giorni”.

Quindi trentamila euro a persona, ma probabilmente molti di più. Senza contare, tema che esula solo in parte da quello economico, che infermieri e medici non possono così occuparsi di malati di altre patologie, per le quali non esiste vaccino. Insomma, dato che il «siero» (come lo chiamano i No Vax) è in commercio ormai da un anno, decidere di non utilizzarlo significa mettere in conto un’alta probabilità di ammalarsi: peraltro molto più alta ora con la variante Omicron. Che può essere come un raffreddore o un’influenza, sì, come ritiene Matteo Bassetti, ma per chi si è inoculato tre dosi di vaccino. Chi ne sia sprovvisto, rischia di finire in terapia intensiva assai più che sei mesi fa”.

A questo punto il professore dell’Unimol pone dei quesiti ai no vax. “A questi argomenti (a parte il più irrecuperabile, che dirà trattarsi di cifre false) il non vaccinato risponderebbe che, pagando le tasse, egli ha diritto ad essere curato. D’accordo, ma perché deve farlo con anche i miei soldi? Cioè perché io, vaccinato, devo contribuire finanziariamente a curare chi ha scientemente deciso di affrontare il rischio di ammalarsi? Perché in un sistema sanitario pubblico è cosi, non siamo negli Usa. Non è un ragionamento assurdo: in molti Paesi da tempo si discute se far pagare le spese sanitarie a obesi, fumatori, bevitori, a coloro che mantengono uno stile di vita anti salutare. E badate bene, ad argomentare a favore sono economisti e intellettuali liberali e conservatori, giustamente più sensibili dei socialisti al dispendio di denaro pubblico, formula eufemistica a significare i soldi dei contribuenti, presi dalle nostre tasche. 

Arrivare a fare pagare le cure ai No Vax, nel nostro sistema, è impossibile, sia tecnicamente sia politicamente. Ma quando qualcuno di loro vi farà capire di considerarvi uno «schiavo» perché vaccinato, voi ricordategli che, quando gli eroi venivano feriti, pagavano in prima persona. È facile, e anche molto italiano (in senso deteriore), fare il libertario con le tasse degli altri”.