Il Comune di Spinete è una comunità inclusiva che parte dall’accoglienza

di Marika Galletta

Spinete, un modello di solidarietà senza confini che va oltre le tradizioni e le religioni di appartenenza. Si è festeggiata il 24 Aprile la Pasqua Ortodossa delle famiglie Ucraine ospitate dalla comunità omonima.

Un tavolo che ha unito la Risurrezione di Gesù secondo il Calendario Gregoriano e Giuliano, addobbato di pietanze tipiche ucraine e piatti pasquali della  tradizione  molisana. Tra i commensali i due nuclei familiari rifugiati, il parroco di Spinete Don Jimmy, portatore delle tradizioni del Burundi, in rappresentanza del gruppo parrocchiale  e l’assistente sociale del Comune. Non sono mancate le uova sode decorate che rappresentano l’abbondanza e la virtù della forza tradizione antica risalente all’epoca dell’URSS, l’insalata Oliv’è, il mjso po corolevski, le patate kartoshka. Presenti anche le frittate, il fiadone, la pastiera e la colomba.

L’invito è stato mosso dalle famiglie ospitate che seppur lontane dalla loro terra hanno voluto vivere la Pasqua come momento di vicinanza e condivisione  con chi non ha esitato a tenderli la mano. Una condivisione ed un interscambio culturale senza eguali dove l’accoglienza e l’inclusione sociale hanno trovato massima espressione. 

L’Amministrazione comunale congiuntamente alla parrocchia intendono agire  la solidarietà non come mera ospitalità bensì come volontà vincolante all’inclusione e all’includersi. Sono in totale due le famiglie ospitate a Spinete presso un’abitazione messa a disposizione da un cittadino. 

Un grande lavoro di concerto tra l’Ente locale comunale, la parrocchia e la cittadinanza. Un sinergico intervento di reti formali ed informali che ha predisposto un setting di accoglienza improntato non solo al  sostegno economico, ma anche ad attività educative e socializzanti aperto a chiunque voglia prendersi cura dell’altro per mano della solidarietà e dell’altruismo.

Il Comune di Spinete investe su un modello di Welfare caratterizzato dalla presenza di una comunità inclusiva. Attraverso una cabina di regia coordinata dai servizi sociali dell’Ente, si procederà all’individuazione dei bisogni ed al coordinamento delle risorse umane e materiali, secondo un ‘ottica di lavoro non “per le comunità” ma “con le comunità”.

E intanto il fato, o forse l’accoglienza porta fortuna di Spinete, domani si vedranno i due nuclei familiari lasciare l’Italia per la volta del Belgio, dove sono riusciti a trovare occupazione. Un monito di speranza per un inizio nuovo ma allo stesso tempo di desiderio per la  fine del conflitto bellico.

Resta aperta la porta  nel piccolo Comune matesino  per gli scambi culturali, per  l’accoglienza come valore aggiunto funzionale  alla formazione di una mentalità aperta ed attenta alle culture di tutti i popoli senza confini e barriere geografiche. Continua a Spinete il lavoro sulla cultura dell’accoglienza per una piena inclusione.