Il caso ‘Xenia’ di Ripabottoni finisce sulle colonne de ‘Il Fatto’ e intanto la polemica continua

Nuovarreda

Ripabottoni è uno dei comuni molisani ad uscire fuori dal coro del ‘no ai migranti’ che diventa un caso nazionale. La ribellione al contrario dei cittadini, se così si può definire, è finita sulle colonne de ‘Il Fatto Quotidiano’. Essi, infatti, protestano contro la Prefettura per la chiusura del centro di accoglienza in paese. Una questione alquanto singolare, non c’è che dire, se si pensa che su e giù per l’Italia, e il Molise non è certo escluso, sono sempre più le regioni e quindi i comuni contrari all’accoglienza. A Ripabottoni, invece, i migranti li vogliono e non li cacciano. In paese, infatti, sono scesi in strada a protestare e hanno, addirittura, indetto una petizione sottoscritta da 150 persone per convincere a tutti i costi il Prefetto a cambiare idea che, invece, è rimasto fermo sulle sue posizioni. Il Cas, infatti, ha chiuso ufficialmente i battenti ieri pomeriggio e i richiedenti asilo smistati tra Roccavivara, Petacciato, Montecilfone e Portocannone.

A sostenere la causa di quanti (residenti e non) hanno inteso pubblicamente opporsi alla decisione, ci ha pensato nelle scorse ore anche il consigliere regionale Salvatore Ciocca, intervenuto sulla questione usando parole di certo poco tenere nei confronti del sindaco, Orazio Civetta. “Nonostante i tuoi cittadini (la maggioranza del tuo paese) abbiano messo il cuore per far restare la piccola Maria e i ragazzi del centro, hai preferito puntigliosamente far prevalere cavilli burocratici, interpretazioni e sentimenti polemici personali riguardanti il “piccolo” passato politico per dare il benservito a persone che provengono da guerre, miserie e lacrime affinché vincessi la tua “piccolissima” battaglia.

 

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