Il 25 novembre per le donne: stop alla violenza

Gli interventi delle istituzioni nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina

“Ogni giorno è il giorno buono per combattere ed eliminare la violenza contro le donne. – ha dichiarato il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – Il 25 novembre ci ritroviamo uniti per far sentire più forte la nostra voce su questi temi che hanno bisogno di interventi e azioni concrete nel quotidiano da parte di ognuno di noi.

Anche in considerazione di ciò e della volontà di apportare contributi propositivi al dibattito sempre necessario da approfondire e sviluppare sul contrasto alla violenza di genere, – ha spiegato Gravina – quest’anno il Comune di Campobasso e l’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso hanno voluto affidare al canto di una cantautrice come Erica Mou quella voce in grado di diffondere e ampliare, anche tra i più giovani, un’opera di sensibilizzazione sul problema della violenza contro le donne che partendo dall’arte, dalla bellezza e dalla poesia, possa generare qualcosa di concreto e duraturo in favore di chi è accanto, ogni giorno, alle donne vittime di violenza.

Per questo, il ricavato del concerto che questa sera Erica Mou terrà al Teatro Savoia, dalle ore 21.00, sarà interamente devoluto alla Cooperativa sociale Befree, attuale gestore del progetto regionale che comprende tre Centri Antiviolenza e la Casa rifugio, luoghi d’amore necessari e preziosi.”I biglietti per assistere al concerto di Erica Mou sono disponibili al seguente link: https://bit.ly/3cYYOZT

Benedetta De Lisi e Luisangela Quici, Componenti della Commissione per la Parità e le Pari Opportunità della Regione Molise

“Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Per scoprire da dove ha origine questa ricorrenza si deve tornare indietro al 1960. Il 25 novembre di quell’anno, infatti, tre sorelle furono uccise dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo, a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. Dopo essere state fermate per strada mentre si recavano in carcere a far visita ai mariti, furono picchiate con dei bastoni e gettate in un burrone dai loro carnefici, che cercarono di far passare quella brutale violenza per un incidente. All’opinione pubblica fu subito chiaro che le tre donne erano state assassinate. Patria, Minerva e María Teresa Mirabal — questi i loro nomi — erano, infatti, conosciute come attiviste del gruppo clandestino Movimento 14 giugno, inviso al governo. A causa della loro militanza, nel gennaio del 1960, furono anche arrestate e incarcerate per alcuni mesi.

Le tre sorelle sono passate alla storia anche con il nome di Las Mariposas (le farfalle), per il coraggio dimostrato nell’opporsi alla dittatura, lottando in prima persona per i diritti delle donne. Il 3 agosto 1960, in seguito alle pressioni dell’opinione pubblica e alle accuse di «violazione dei diritti umani» formulate dall’Organizzazione degli Stati Americani contro il regime, il presidente Héctor Bienvenido rassegnò le dimissioni a favore del vicepresidente Joaquín Balaguer, mentre Trujillo venne assassinato il 30 maggio 1961. 

Il 25 novembre del 1981 avvenne il primo «Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche» e da quel momento il 25 novembre è stato riconosciuto come data simbolo. Nel 1999 è stato istituzionalizzato anche dall’Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre, come ricorda questo approfondimento della Bbc. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto con il riconoscimento della violenza sulle donne come fenomeno sociale da combattere, grazie alla Dichiarazione di Vienna del 1993.

Una giornata che serve per ricordare che ogni giorno, in Italia, ci sono 89 donne vittime di violenza di genere. Nel 2021 sono stati 109 i femminicidi, il 40% di tutti gli omicidi commessi. Di questi, 93 sono avvenuti in ambito familiare-affettivo e, in particolare, 63 per mano del partner o dell’ex partner. Questi i dati allarmanti diffusi in occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Secondo i numeri che emergono dal report sugli omicidi volontari aggiornato settimanalmente dal servizio analisi della Polizia Criminale, con un focus sulle vittime di genere femminile, pubblicato sul sito del Viminale, nel 62% dei casi si tratta di maltrattamenti in famiglia, commessi soprattutto da mariti e compagni (il 34% dei casi) oppure dagli ex (il 28% dei casi). Nel 72% dei casi di femminicidio l’autore è il marito o l’ex marito: in un caso su due è stata usata un’arma da taglio.

Dati che in percentuale mostrano un aumento consistente delle vittime di genere femminile (+8%) rispetto allo stesso periodo del 2020. In crescita anche tutti i delitti commessi in ambito familiare-affettivo che passano da 130 a 136 (+5%). Anche in questo caso è significativo l’aumento delle vittime donne (+7%), e tra queste quelle uccise per mano del partner o dell’ex partner (+7%).

Serve un sostegno concreto, un potenziamento della rete antiviolenza a livello nazionale, ma soprattutto a livello locale. È necessario sviluppare una cultura alla parità di genere sensibilizzazione non solo le donne ma anche gli uomini all’importanza che ha il gesto della denuncia di una violenza, della denuncia di un sopruso. Tutto ciò può avvenire solo se questo cambiamento si fa insieme andando tutti in una stessa direzione. È fondamentale far sì che mai più accada che “ce ne sia una di meno”. 

La Garante, Leontina Lanciano

La Garante è intervenuta all’incontro con gli studenti organizzato dalla Prefettura di Isernia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e le Associazioni Inner Wheel e Rotary Club di Isernia.

Studenti e istituzioni a confronto contro la violenza di genere. Un’occasione, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne per approfondire e conoscere maggiormente un fenomeno che, purtroppo, continua far registrare numeri importanti e a destare allarme sociale. L’incontro, promosso dalla Prefettura di Isernia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e le Associazioni Inner Wheel e Rotary Club di Isernia, ha visto la partecipazione, tra le figure istituzionali chiamate ad intervenire, della Garante Regionale dei Diritti della Persona, Leontina Lanciano. 

Presenti all’appuntamento diverse scuole della provincia di Isernia. “Tra i reati più odiosi con cui la società moderna si trova tuttora a confrontarsi – afferma Leontina Lanciano – c’è senz’altro quello della violenza di genere. Perché alla gravità degli episodi in sé, si aggiunge l’elemento discriminatorio del mancato riconoscimento dei diritti della donna in quanto persona libera e non più subordinata a una figura maschile, come è invece stato, normativamente e culturalmente, fino al recente passato”.

Particolarmente importante, rimarca la Garante, iniziare ad affrontare tale tematica fin dall’infanzia e dall’adolescenza, per formare adulti consapevoli e spezzare la catena dei femminicidi e degli abusi. Tra i temi affrontati nel corso del dibattito, si è parlato dell’ipotesi di sostituire con un asterisco la vocale finale di articoli e sostantivi, che contraddistingue il genere grammaticale maschile o femminile, allo scopo di far sì che la parola possa essere indistintamente rivolta ad entrambi i generi. Leontina Lanciano si è detta favorevole a questa scelta: “Non è una questione di ordine grammaticale – è il parere della Garante – ma sostanziale. Bene, quindi, utilizzare l’asterisco per trascendere il genere, laddove è importante trascenderlo per questioni di inclusività. Magari, con il tempo, potranno essere trovate altre soluzioni linguistiche. Nel frattempo, però, è bene non farsi infastidire dall’uso dell’asterisco, non formalizzarsi sulla sua correttezza formale. Un rifiuto basato esclusivamente sull’aspetto grammaticale significherebbe, infatti, ignorare il problema che c’è alla base, ossia il riconoscimento dell’importanza di una parità di genere effettiva”.