I vescovi del Molise: «Il grido di dolore che sale verso il cielo in Molise»

Nella mattinata di venerdì 8 gennaio 2021 si sono riuniti i quattro Vescovi del Molise, nelle persone di mons. GianCarlo Bregantini, mons. Camillo Cibotti, mons. GianFranco De Luca e mons. Claudio Palumbo, presso la Curia Metropolitana di Campobasso. Sono state prese in esame diverse problematiche. Ma la cosa che maggiormente ha preoccupato i nostri Vescovi è stata l’angosciante realtà della pandemia. I Presuli hanno perciò manifestato grande vicinanza e solidarietà alle nostre comunità locali, segnate dall’avanzata preoccupante del virus, specie quelle oggetto di una virulenza maggiore. Sentono infatti, in primo luogo, rivolgendosi al mondo politico ed amministrativo, che è estremamente necessaria una maggiore compattezza, nel settore della sanità. Troppi litigi interni. Troppe strade imboccate e poi perdute. Suggeriscono perciò tre cose: delineare un Progetto  Comune, da portare avanti tutti insieme! Poi rafforzare la medicina territoriale a vari livelli, per non aggravare gli ospedali. Infine, saper informare con precisione e chiarezza il nostro popolo, perché non si aggravi lo sconcerto che la gente già vive, smarrita e rassegnata, incapace di alzare gli occhi al cielo. E proprio per rimotivare il popolo del Molise, i Vescovi chiedono ai parroci di studiare con particolare attenzione il libro biblico di Gobbe, che ha affrontato le stesse nostre  fatiche: in casa con la moglie nei frequenti bisticci; tra gli amici sul perché della sofferenza; e con Dio, che pare restare muto.  Il Signore è invece accanto a noi, lotta con noi e a noi dona le armi, per affrontare e vincere la pandemia. Per questo, invitano a scegliere il libro di Giobbe, come testo per la prossima festa del VERBUM DOMINI, che si celebra domenica 24 gennaio. Inoltre i Vescovi mettono a disposizione delle autorità locali il Volontariato (medici, infermieri, volontari…) delle nostre attive Caritas, oltre alla disponibilità sulle strutture ecclesiastiche, se utili per svolgervi i tamponi e i vaccini, specie nei piccoli borghi. Inoltre, sentono particolarmente vicina la situazione di dolore delle case di riposo, sia religiose che civili. Assicurando ai nostri nonni e nonne la massima condivisione ed empatia, chiedono alle comunità di sostenere tutte quelle iniziative spirituali che possano essere di conforto e di aiuto, anche tramite le televisioni locali o i social. Raccomandano infine a tutti i fedeli di restare attenti e prudenti, specie nelle celebrazioni liturgiche, come del resto si sta già facendo, senza cadere nella paura. Prudenza ma non paura, in tutte le nostre comunità. Sono certi che la pandemia è un tempo prezioso, che potrà dar vigore alle nostre famiglie e ai nostri giovani, che si sentono provati nel settore scolastico, per la didattica a distanza! Eppure, crediamo che anche questa prova immensa potrà essere di crescita umana e spirituale per tutti.