I trompe-l’œil del Cardarelli: l’arte che fa bene all’anima

Cdp Service

di Luigi Castellitto

È ormai da qualche anno che nel reparto psichiatrico dell’ospedale Cardarelli di Campobasso è stato dato un considerevole spazio all’effetto benefico dell’arte. Ci riferiamo alle figure che si scorgono percorrendo il corridoio, rappresentazioni in trompe-l’œil, un genere pittorico che, da precisa definizione, riproduce il reale secondo regole che accentuano al massimo il senso di profondità, riuscendo a dare a chi guarda l’illusione che quanto è dipinto sia vero.
I muri, quindi, sono stati metaforicamente abbattuti, ospitando immagini di vario genere, che viene voglia di toccare con mano. Grazie ad un particolare uso della prospettiva, esse generano percezione di realtà; di conseguenza v’è la sensazione di sentirsi in uno spazio più ampio, caloroso e colorato, meno freddo ed asettico, non impersonale. E alcuni degli obiettivi di queste forme, pienamente raggiunti, sono regalare serenità e sopperire al senso di chiusura e di isolamento, infondere un’idea benessere sia nei pazienti che nello stesso personale.
La creazione dei trompe-l’œil seguì un un percorso ben preciso. Realizzati nella sede della cooperativa Laboratorio Aperto nel 2013, che si occupa del reinserimento lavorativo di pazienti con disagio psichico, sono stati poi applicati in punti strategici del reparto ospedaliero: nella parte superiore delle pareti del corridoio sono stati fissati quadri raffiguranti finestre che si aprono alla vista di un bel cielo sereno, in altri punti vi sono disegni di balconi che regalano visioni distensive, quali un giardino in primavera dove spiccano il verde e i colori pastello, capaci di trasmettere calma e tranquillità. Sia i balconi che le finestre lavorano sull’occhio umano, che immagina di trovarsi di fronte ad uno spazio aperto e naturale. In un altro angolo è dipinto un cucciolo di cane, un Labrador, una piacevole “compagnia”, e poi palline e teli colorati, toni vivi e caldi; c’è spazio anche per un sorriso donato da una striscia di Snoopy dei Peanuts.
Questa è una delle caratteristiche che fa dell’SPDC del Cardarelli un modello di reparto distante dalle mai abbastanza superate logiche manicomiali, e che ha fatto scuola, infatti anche altre realtà l’hanno adottata. Se ne occupò, in quanto scelta pioneristica, il Corriere della Sera, e il progetto superò anche i confini nazionali, presentato in una serie di convegni di collaborazione a tema benessere psicologico a Dubrovnik, in Croazia.
Tenendo conto che non è la sola innovazione nel campo della salute mentale campobassana, vedi ultima indagine SIEP che ha valutato e promosso il Molise per lo stato di assistenza psichiatrica ospedaliera sul territorio, o la scelta, anch’essa antesignana, di adottare interventi psicoeducativi in modo
sistematico, diffuso e specifico per setting (reparto, territorio, semiresidenzialità e
residenzialità) e in relazione agli obiettivi (di promozione del benessere psicologico, di
miglioramento nella gestione del disturbo, di trattamento terapeutico e di riabilitazione), si può parlare di una boccata d’ossigeno fra la moltitudine di disagi che attanagliano la sanità regionale.

Di seguito il link del video realizzato da rsmcampobasso per valorizzare le opere artistiche del SPDC di Campobasso:

https://www.youtube.com/watch?v=8V-M942dN1c

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