I “Tempi Belli” venafrani coi personaggi di una volta

Su tutti Vincenzino Passarelli ed il Comm. Vincenzo Di Lauro, venafrani venuti dalla gavetta che negli anni ’60 crearono l’indimenticabile CMV

Anche il Molise ha avuto i suoi tempi belli e i protagonisti di primissimo piano, addirittura a livello internazionale. E’ un piacere ricordarli per dare atto di siffatte realtà pregresse ed attestare la bontà di determinare situazioni. Tra i tanti, certamente meritevoli della gratitudine di molti per quanto hanno saputo seminare e distribuire, segnaliamo il Comm. Vincenzo Di Lauro, autentico pioniere dell’industrializzazione degli anni ‘50/’60 nel Molise, ed il collega di cordata e lavoro Vincenzo Passarelli, entrambi venafrani. I due erano i classici operai metalmeccanici molisani venuti su dalla gavetta, che nel secondo dopoguerra lasciarono il Molise per cercare lavoro e futuro altrove in Italia. Girarono in lungo e in largo per lo Stivale lasciandosi apprezzare ovunque ed alla fine si stabilirono a Roma. Ottimi sul lavoro, con qualità innate e ricchi di doti sociali che presto li caratterizzeranno in positivo. Un bel giorno (prima metà degli anni ’50) forti dell’esperienza acquisita decidono di rientrare in Molise, nella loro Venafro per l’esattezza, dove aprono un’officina metal/meccanica a due passi dalle Quattro Cannelle, la storica fonte pubblica. Aspirano però ad altro e di più importante i due Vincenzo, e così nasce la CMV, Costruzioni Meccaniche Venafrane, la prima fabbrica molisana di macchine metal/meccaniche per perforazioni, sondaggi e geognostica del sottosuolo che dà lavoro a diverse decine di operai ed impiegati per numerosi decenni, apportando tanto ossigeno e sostanza all’economia ed all’occupazione dell’intero Molise. Siamo negli anni ’50 e nei capannoni CMV inizialmente situati nella parte sud dell’abitato venafrano nascono macchine di ogni tipo, sempre nei settori appena descritti. La proprietà compra mezzi militari in disuso alle aste indette dalle Forze Armate Italiane e coi propri lavoratori che intanto sfiorano le cento unità li trasforma in macchine per geognostica del sottosuolo, sondaggi e perforazioni, divenendo ben presto una realtà di assoluto pregio a livello nazionale ed internazionale. La CMV vende in tutti i continenti ed il lavoro molisano viene apprezzato ovunque nel mondo, con ovvia soddisfazione di Vincenzino Passarelli, che per propria scelta continua a condurre vita e mansioni da operaio, e del Comm. Vincenzo Di Lauro, che diviene ben presto il dirigente dell’azienda trasferitasi intanto nei nuovi e più capienti capannoni industriali all’ingresso meridionale di Venafro, lungo la Statale 85. La CMV travalica ben presto i confini nazionali partendo dal Samoter di Verona, la Mostra Internazionale per macchine ed attrezzature di settore. Il lavoro molisano è unanimemente apprezzato in tutta Europa, in Asia, nelle Americhe e in Africa, tanto che Vincenzo Di Lauro e Vincenzo Passarelli godono moltissimo di siffatta positività produttiva e finanziaria assieme ai propri lavoratori. In azienda si respira massima democrazia e tutti partecipano con soddisfazione ai successi produttivi, tanto che il Di Lauro, nel frattempo insignito di prestigiosi titoli onorifici, é solito affermare “alla CMV non esistono rivendicazioni sindacali né scioperi, data l’unanime soddisfazione di tutti i suoi protagonisti, ossia operai, impiegati e dirigenti”. Nella fabbrica lungo la Statale 85 Venafrana si respira una diffusa positività, a tal punto che il Comm. Di Lauro -non nuovo ad iniziative siffatte- fa apporre in direzione la mega scritta, “Il sorriso è vita”, ad attestare che in azienda si lavora sorridendo e con piena soddisfazione. E’ il tempo delle mega sfilate dei macchinari CMV sul centrale Corso Campano a Venafro prima di partire per il Samoter di Verona o per altre fiere nazionali ed internazionali del settore delle perforazioni, così da testimoniare a tutti la valenza del lavoro molisano, mentre il fatturato CMV aumenta progressivamente. L’azienda sale nelle stime e nella fiducia di tutti in Italia ed all’estero, conquista mercati finanziari importanti, mentre Vincenzo Di Lauro -designato Presidente della propria creatura lavorativa- si scopre appassionato autodidatta di musica. E’ il pioniere, assieme all’amico e concittadino Vincenzino Passarelli, della industrializzazione post/guerra in Molise ed ha ben donde di esserne fiero, orgoglioso e sorridente. Nel mentre il Comm. Di Lauro s’impegna tantissimo nel sociale mettendo a disposizione le proprie risorse e soprattutto quanto acquisito in campo lavorativo. Resta significativo il suo impegno per cercare di salvare il piccolo Alfredino Rampi, nel 1981 precipitato in un pozzo a Vermicino vicino Roma. Di Lauro è convintissimo di salvarlo e chiede di poter intervenire con le proprie risorse, il proprio sapere e le maestranze CMV, senza costo alcuno per lo Stato Italiano. Si rivolge all’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, chiedendo ascolto e fiducia, espone con determinazione ed a gran voce il proprio piano, ossia scavare altro tunnel parallelamente al pozzo in cui era precipitato il fanciullo, andare ancora più giù in profondità di alcuni metri e finalmente riportare in superficie il piccolo, spingendolo dal basso. Purtroppo però non viene ascoltato, forse perché trattasi di imprenditore del piccolo Molise …, e lo sfortunato fanciullo romano non rivede più la luce! Ci resta malissimo Vincenzo Di Lauro, grida a tanti la propria rabbia, ne viene fuori mortificato, ma purtroppo deve piegarsi al destino! Volano via gli anni e con l’inesorabile trascorrere del tempo i due pionieri dell’industria molisana scompaiono, mentre nella CMV si materializzano personaggi e situazioni ben diverse da quelle originarie, abbondantemente più positive e fruttuose per finanza e lavoro. Conseguentemente la fine di quella che era stata la prima fabbrica  del secondo dopoguerra in Molise diventa inevitabile! Oggi, e dopo che all’originaria CMV sono subentrate altre sigle anche del nord Italia, della gloriosa “Costruzioni Meccaniche Venafrane” restano solo ricordi, rimpianti e brandelli malridotti della vecchia ma eccellente sede produttiva lungo l’85 Venafrana ! Questo però non scalfisce affatto lo spessore sociale, umano e produttivo di Vincenzino Passarelli e Vincenzo Di Lauro, pionieri e capostipiti della prima industrializzazione molisana degli anni ‘60.

                                                                                      Tonino Atella