I 100 anni del molisano che seppe resistere ai nazisti: gli onori a Michele Montagano

E’ il monumento vivente delle brutture della guerra, del terrore, delle nefandezze che hanno compiuto i nazisti e, soprattutto della Resistenza dei partigiani che non si sono voluti piegare ai nazisti e accettare quello che stava accadendo. I 100 anni di Michele Montagano rappresentano uno spaccato di vita dell’Italia e del Molise. Nato a Casacalenda il 27 ottobre 1921, la vita di Michele Montagano può contenere un intero libro di storia: prima la prigionia ad opera dei tedeschi l’8 settembre 1943. Poi, il 9 aprile 1945, nel campo di sterminio dell’Unterluss, Michele Montagano figura tra i 44 militari italiani che resistettero ai nazisti rifiutando di diventare schiavi di Hitler. Montagano è anche stato insignito nel 2019 dell’onorificenza di “Cavaliere della Gran Croce”, riconoscimento che fa il paio con quello di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. L’Ambasciatore Viktor Elbling ambasciatore in Italia della Repubblica Federale Tedesca, lo ha definito “un monumento vivente” nell’appuntargli sul petto la Croce dell’Ordine al Merito conferendogli il grado di Ufficiale ( Verdienstkrenz 1.Klasse) promosso dal Presidente della Repubblica Federale della Germania Frank – Walter Steinmeier in segno di riconoscenza per l’impegno educativo profuso a favore dei giovani, tedeschi e italiani, raccontando loro, senza astio o rancore il sopruso della forzata prigionia nei campi di sterminio di Unteruss indossando la divisa dell’esercito italiano. Stamattina, nella sala consiliare del Comune di Campobasso, gli onori dell’amministrazione comunale con la fascia tricolore che è stata apposta sulle sue spalle dal sindaco Roberto Gravina. L’emozione di Montagano, le lacrime al lungo applauso di una sala che non è potuta essere gremita del tutto a causa dell’emergenza Covid-19. Un esempio, il suo, di forza e resistenza. Della voglia di combattere per il bene e non abbassarsi al male.