Ho pronto un Telegatto per Cogliati e un babà per Augustus

GENNARO VENTRESCA


Ragazzi, che fortuna aver visto giocare Maradona. Non so, è stato come aver visto recitare Carmelo Bene e suonare Jimi Hendrix. Insomma, aver assistito di persona a una delle massime espressioni artistiche del secolo. Si, era odioso, nulla da dire. Ma come gestiva il pallone lui non l’ho visto fare mai a nessuno. Lo so, che in questa gabbia non c’è spazio per i profeti. Il destino ha voluto che mi occupassi dei nostri ragazzi che hanno altro taglio. Non solo rispetto a Diego, ma a tanti tanti altri che stanno appena un gradino più su.

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Tenetevi forte. Non vi parlerò di Messi, né di Cruyff che quella primavera di tanti anni fa m’incantò nel catino di San Siro. Sapeste come era forte l’olandese, non fu un caso che Sandro Ciotti mise su un film-documento su di lui, a cui impose il titolo Il profeta del gol. E che dire di Eusebio del Benfica, una pantera che se li mangiava tutti. Mentre il suo portiere, tranquillamente, poteva mettersi a leggere il giornale.

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Agevoliamo il filmato e pensiamo a far scorrere le immagini dei nostri ragazzi. Che domenica saranno impegnati contro il Tolentino. Stavo per scrivere “modesto” Tolentino. Ma questa volta non mi sono fatto trasportare dall’ottimismo. Ho definito “modesto”, e tale del resto si sarebbe rivelato, l’Avezzano. Ma nei 50 secondi più assurdi che io ricordi mi ha fatto venire l’orticaria, l’emicrania e un forte mal di stomaco. Un po’ troppo per un artigiano della scrittura che ha festeggiato da un paio d’anni i suoi primi settant’anni.

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Spero che i nostri ripetano la gagliarda prova di Notaresco, mettendosi a percorrere autostrade del bel gioco, arando chilometri di campo in cui gli omini marchigiani altro non dovrebbero essere che spaventapasseri piantati nel nulla. Non sogno un’altra partita perfetta. Per far fuori i rivali d’occasione dovrebbe bastare un onesto Campobasso. Semplice e combattivo. Senza un filo di presunzione. Un Campobasso consapevole di dover sudare. A prescindere.

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Ne ho scritte e ne ho lette tante sul mio piccolo grande uomo che risponde a Pietro Cogliati,  promessa (mancata) del mio Milan. Per definire il suo stato di forma sono stati usati aggettivi anche un po’ esagerati. Poco c’è mancato che qualcuno lo proponesse come terzo incomodo tra Messi e Ronaldo, per il prossimo Pallone D’Oro. Io lo candido al premio per la critica e chiedo al Berlusca se, in via eccezionale, gli può far avere un Telegatto. In caso contrario mi rivolgerò ad Amadeus per farlo trionfare all’Ariston di San Remo, non certo di via Cardarelli che è cadente.

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Sorride Augustus, il ragazzo di colore che mi infiammò qualche anno fa, con la nostra maglia. Sta spopolando sui campi della Lega Pro. Avevo avuto l’occhio lungo sul suo conto. E bene credo gli abbiano fatte le mie tirate d’orecchi ogni volta che si avvicinava all’arbitro per protestare e quando si fingeva bistrattato dai difensori avversari e simulava falli. Oggi, così mi pare, è diventato un signor attaccante. Che farebbe proprio comodo ai nostri colori. In coppia con Cogliati farebbe mirabilia.

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