Ha portato il suo assistito Gosens all’Inter: i retroscena svelati dal procuratore di Campobasso, Gianluca Mancini (L’INTERVISTA)

Vlahovic e Gosens. Salvo stravolgimenti dell’ultima ora, resteranno questi i due colpi del mercato di gennaio nel campionato di serie A. Sul primo, passato alla Juventus dopo un corteggiamento velato-prolungato, non sono mancati i coinvolgimenti emotivi e le polemiche; il secondo, giunto ai più inaspettato, è passato attraverso una trattativa lampo condotta da Atalanta e Inter, coadiuvata in seguito dal procuratore del duttile calciatore tedesco, Gianluca Mancini – che oltre ad essere omonimo di un giocatore, il difensore della Roma e della Nazionale – è nato a Campobasso ed è cresciuto in Curva Nord, a sostenere la sua prima squadra del cuore. Dal capoluogo, si è in seguito spostato in altri lidi, dando seguito ad una vita professionale ricca di soddisfazioni, ad assistere calciatori di qualità. Il mercato di gennaio gli ha conferito il ruolo di protagonista, attraverso l’operazione Gosens, andato a rinforzare l’Inter. “E’nato tutto in poche ore ma l’interesse c’era da tempo. Robin, dopo l’esplosione di due anni fa, ha attirato su di sé le attenzioni di diverse squadre europee di livello. Tra queste anche l’Inter, che l’ha spuntata…”.

In questo mercato condizionato dalla pandemia, si sono viste poche operazioni del genere. C’erano le avvisaglie affinché si chiudesse già a gennaio?

“A dire il vero non era programmata. Lo stesso ragazzo non se lo aspettava. Lunedì sera ha preso piede tale possibilità: ho ricevuto questa chiamata, poi ci sono volute soltanto 48 ore per chiudere l’accordo. Prima c’è stata la fumata bianca tra le società, poi abbiamo trovato l’intesa con l’Inter”.

Gosens non lo scopriamo oggi: giocatore che aveva fatto un grosso salto di qualità meritandosi la nazionale. Resta una delle operazioni più grandi del mercato invernale…

“Si, credo che subito dopo il colpo Vlahovic ci sia l’approdo di Robin all’Inter. Il suo salto di qualità era sotto gli occhi di tutti, e con l’Atalanta aveva già conquistato la qualificazione Champions e giocato anche finali di Coppa Italia. Questo mercato, in piena pandemia, va comprensibilmente a rilento sul piano degli investimenti: soltanto le grosse squadre hanno la capacità di smuoverlo. Le trattative sono poche, al di là di Inter e Juventus nessuno ha speso cifre interessanti per l’acquisto di calciatori”.

Gianluca Mancini è un procuratore di qualità ma è anche un uomo legato alla sua città, Campobasso. E ai colori rossoblù…

“Assolutamente si. Sono cresciuto in Curva Nord, riesco a seguire sempre con grande interesse, pur non vivendo in Molise. Mi auguro di leggere sempre belle cose sul Campobasso, finalmente tornato in Serie C attraverso un progetto serio, portato avanti da persone umili e preparate. Sono in contatto costante con il direttore sportivo De Angelis, ad esempio. E in generale apprezzo i vertici societari”.

Ciò apre la strada ad una simil provocazione simpatica: porterà uno dei suoi assistiti in rossoblù?

“Beh, perché no (ride ndr). Ci sono tantissimi ragazzi nel roster, più di trenta di assoluta qualità. Se il Campobasso dovesse chiamare, sono a disposizione. Non credo in questa sessione di mercato, che permette pochi ragionamenti ed è ormai agli sgoccioli, ma in futuro mai dire mai. Partendo da un concetto: mi auguro, e ci auguriamo tutti, conservi la categoria”. le.lo.