Guerra aperta al bracconaggio: 5 denunciati, sequestri e sanzioni

Sotto la lente l’area Matesina. In azione i Carabinieri Forestali di Campobasso

Guerra aperta al bracconaggio da parte dei carabinieri Forestali di Campobasso che nei mesi di agosto e settembre hanno messo in atto una serie di attività finalizzate al contrasto della pratica che hanno portato alla denuncia di cinque persone e al sequestro di armi, munizioni e mezzi di caccia non consentiti. I controlli si sono concentrati soprattutto su alcune zone dell’area matesina, ove i Carabinieri Forestali hanno trovato alcuni richiami acustici elettromagnetici per il richiamo della quaglia, ben  occultati nella vegetazione.  I Carabinieri Forestali hanno predisposto pertanto dei servizi mirati di appostamento notturno che hanno permesso loro di sorprendere due persone responsabili dell’uso dei richiami. I due sono  stati conseguentemente deferiti all’Autorità Giudiziaria.  Con un’attività congiunta e coordinata di due Stazioni Carabinieri Forestali limitrofe, sono stati  colti in flagrante tre cacciatori mentre si accingevano all’attività di macellazione di tre  cinghiali appena abbattuti in epoca di divieto in agro del Comune di Mirabello Sannitico. Contestati i reati venatori dell’esercizio di caccia in epoca di divieto e con l’uso di mezzi di caccia non consentiti. Sono stati complessivamente sequestrati 4 fucili, 86 munizioni, 4 richiami acustici elettromagnetici e 3 carcasse di cinghiale. Riscontrate e contestate anche alcune violazioni amministrative in ambito venatorio, per un importo di 1.256,00 euro; in particolare l’esercizio di attività venatoria in ambito territoriale di caccia diverso da quello autorizzato e l’addestramento di cani da caccia in area non consentita. Queste attività si inseriscono in un più ampio programma di controlli volti a verificare in generale il rispetto delle norme in materia di prelievo venatorio e come misura di implementazione delle azioni previste dal “Piano nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici approvato nel 2017 dalla Conferenza Stato-Regioni. Il Piano costituisce una necessaria e concreta risposta al preoccupante fenomeno del bracconaggio ai danni degli uccelli selvatici, anche tenuto conto degli impegni assunti dall’Italia in sede comunitaria ed internazionale.

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