Greco (M5S): «Riaperto punto tamponi, ma ad Agnone i cittadini hanno memoria lunga»

«In tempo di Covid, restrizioni a parte, tutto è consentito- si legge in una nota a firma di Andrea Greco, consigliere del Movimento 5 Stelle – in particolare per le sciagurate dichiarazioni rilasciate alla stampa da qualche buontempone. Così, tra lo stupore generale di chi segue da vicino e si adopera per risolvere le gravi problematiche del comparto sanità in Molise, nelle ultime ore mi segnalano due protagonisti di un fatto talmente scontato da spingere il sindaco di Agnone Saia ad incensarli. Parliamo della riattivazione del punto tamponi e dell’apertura di un punto vaccini in alto Molise i cui promotori sarebbero Andrea Di Lucente e Oreste Florenzano. Ebbene in una regione considerata normale, tale operazione passerebbe come un provvedimento dovuto nei confronti di una popolazione in prevalenza formata da anziani che per troppi mesi è stata costretta a percorrere decine di chilometri per un semplice prelievo. In Molise, invece, l’annuncio dato da Saia assume toni quasi trionfalistici a dimostrazione di quello che è diventata la politica. Nel prelevare il turibolo, tuttavia, il primo cittadino dimentica chi sono. Partiamo con Di Lucente le cui scivolate sull’ospedale di Agnone fanno ancora rabbrividire. Eh sì, perché se non ricordo male, il consigliere regionale, originario di Vastogirardi, era quello che avrebbe voluto trasformare il ‘Caracciolo’ in un mero centro geriatrico senza Pronto Soccorso. Per lui che risiede a Cassino e, quindi in caso di necessità ha la possibilità di raggiungere un nosocomio super attrezzato in cinque minuti, il ‘Caracciolo’ rappresenta una zavorra da riconvertire in una sorta di casa da riposo. Poi se dalle frazioni più sconosciute di Belmonte del Sannio o Capracotta, un infartuato non fa in tempo a raggiungere gli ospedali di Isernia o Campobasso, pazienza. Non da meno Florenzano che ancora oggi non vuole sentire parlare di riattivare le moderne sale operatorie del ‘Caracciolo’ costate centinaia di migliaia di euro. Come pure non intende capire che in quella struttura servono macchinari, personale medico e infermieristico, ambulatori e altro ancora. Il tutto, non perché lo dice Andrea Greco o per un capriccio di chi si ostina a vivere in montagna, ma perché lo ha voluto Roma con un decreto ministeriale il quale riconosce l’ospedale di Agnone di “Area particolarmente disagiata”. Florenzano, che in Asrem si applica al di sotto del minimo sindacale, dovrebbe saperlo a memoria. Potrei continuare all’infinito, ma mi fermo qui e lascio ai cittadini giudicare le aureole ad honoris causa poggiate da Saia sulle teste di chi persevera nel diabolico disegno di azzerare la sanità nelle aree interne. Lo fa dopo che su quegli argomenti ho personalmente diffidato Asrem a ripetizione».