Goletta Verde fa vela verso Termoli: domani l’arrivo dell’imbarcazione di Legambiente

Oggi flash mob davanti alle piattaforme Rospo Mare che si trovano al confine tra Abruzzo e Molise. Ribadito lo stop all'utilizzo delle fonti fossili

REDAZIONE TERMOLI

Arriverà nel pomeriggio di domani a Termoli Goletta Verde, l’imbarcazione di Legambiente che tutte le estati percorre l’Italia per raccontare lo stato di salute di fiumi e mari della Penisola. Stando al programma che è stato reso noto dall’associazione ambientalista, Goletta Verde dovrebbe arrivare attorno alle 16 sulla spiaggia libera del lungomare nord per un trash mob “Usa e getta? No grazie”. Alle 19, invece, la presentazione presso il lido Mistrale de “Atlante mondiale della zuppa di plastica” alla quale parteciperanno Manuela Cardarelli, Presidente Legambiente Molise, Mattia Lolli, Portavoce Goletta Verde, Chiara Camillo, Fridays For Future Termoli. Martedì mattina, invece, alle 11 la conferenza stampa di presentazione dei dati sulla depurazione alla quale parteciperanno Manuela Cardarelli, Presidente Legambiente Molise e Mattia Lolli, Portavoce Goletta Verde. Questa mattina, invece, Goletta Verde è stata a Vasto dove è stato messo in atto un flash mob sulla spiaggia di Punta Penna che ha dato vita a una enorme catena umana per fermare l’assalto al mare dei petrolieri. Davanti, le tre piattaforme Rospo di Mare, gestite da Edison (al 62%) ed Eni (al 38%) che continueranno la loro attività grazie alla recente proroga della concessione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo economico (MISE) fino al 2023, visto che il titolo minerario di Edison ed Eni per le piattaforme situate davanti alla costa tra Vasto e Termoli era scaduto nel 2018. «Come se non bastasse – rendono noto da Legambiente – il MISE con un decreto assolutamente inaccettabile, vorrebbe bypassare in maniera subdola la norma istituita dal Parlamento che esclude, per tutti i titoli, di procedere a nuove perforazioni entro le 12 miglia. Per ora questa clausola, su cui ci sono diversi ricorsi, non è scattata per Rospo mare, ma bisogna tener alta la guardia». Legambiente torna a chiedere con forza, da un lato, lo smantellamento immediato delle piattaforme inattive e dall’altro l’avvio di un processo di riconversione energetica verso le fonti rinnovabili. «Le fonti fossili devono rimanere nei fondali marini e nel sottosuolo. – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente -. E’ inaccettabile che il nostro Paese continui a sostenere le fonti inquinanti, nonostante la crisi climatica: per questo chiediamo da tempo che il governo cambi rotta sulla strategia energetica nazionale, partendo dallo stop immediato ai sussidi alle fonti fossili a cui lo scorso anno abbiamo regalato oltre 18 miliardi di euro, e approvando entro la fine dell’anno un Piano energia e clima più ambizioso e coraggioso di quello presentato in Europa». I consumi nazionali di combustibili fossili nel 2018 sono stati pari a 60,8 milioni di tonnellate di petrolio e 72.666 milioni di Smc di gas, di questi solo il 7,7% di petrolio e il 7,5% di gas provengono da estrazioni in territorio italiano. Un dato che mette in evidenza quanto la produzione nazionale incida in maniera poco significativa rispetto ai consumi. A fronte però di un grosso rischio per la salute del nostro mare, la pesca e il turismo e a tutto vantaggio delle grandi compagnie perlifere che nulla lasciano al territorio e alla comunità.

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com