“Gli infarti? Solo programmati”, Molisanità denuncia la sospensione di Emodinamica

“Non fatevi venire un infarto da oggi (venerdì 8 ottobre) a domenica perché Emodinamica è chiusa”. Gli infarti a Termoli? “Solo in giorni programmati, grazie”. E’ la provocazione ma anche la denuncia lanciata dal Comitato Molisanità di Termoli. Sotto la lente di Cinzia Ferrante, Debora Staniscia e Alessandra Di Pasquale è andata a finire la situazione dell’Emodinamica al San Timoteo dove, dal primo di ottobre, è stata istituita la sospensione della reperibilità medica. Il che, detto in parole povere, “significa che a Termoli non potete farvi venire un infarto tutti i giorni della settimana altrimenti rischiate di morire”, hanno affermato le tre ‘moschettiere’ che da tempo stanno portando avanti una battaglia per la sopravvivenza dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Protagoniste del ricorso al Tar (per ben due volte) assieme a Comuni e mamme per la non chiusura del punto nascita del San Timoteo, adesso l’attenzione è sull’Emodinamica, reparto salva vita dell’ospedale perché chiamato a curare gli infarti “che sono patologie tempo dipendenti quindi quelle che hanno bisogno dell’intervento nel minor tempo possibile. Purtroppo nell’ospedale di Termoli c’è un piccolo problemino: gli infarti possono venire in alcune giornate e in alcuni orari e dovete essere anche fortunati a beccare il numero giusto. A partire da stamattina alle 8 se qualcuno avesse un infarto sarebbe smistato in altri ospedali: il più vicino è il Cardarelli ma ci è stato detto da fonti certe che sabato scorso ci sono stati due infarti. Il primo è stato smistato a Campobasso con tempi di percorrenza non brevissimi dato i lavori in corso e il triage che deve essere fatto inizialmente per il quale ci vuole circa un’ora e mezza di tempo. Tempo prezioso perché un infarto miocardico deve essere preso entro 90 minuti per preservare il cuore quindi un’ora e mezza di percorrenza è tantissimo. La cosa grave è quando c’è il secondo infarto per il quale devi pregare e trovare un ospedale anche di regioni vicine alle nostre che ti assiste e considerare la percorrenza con il rischio che qualche operatore sanitario si rifiuti di salire in ambulanza che è una cosa gravissima. Noi stiamo sdrammatizzando ma per rendere comprensibile come siamo messi in Basso Molise”. E infine l’appello alla cittadinanza: “informatevi di come siamo messi. Interessatevi alle questioni. Siamo pronte a denunciare assieme a voi tutte queste situazioni ma scendiamo in piazza insieme perché si tratta della vita di tutti i cittadini del Basso Molise e non solo. Questa è una situazione gravissima. Il nostro Presidente dice che tutti dobbiamo morire ma qui stiamo parlando del rischio di perdere una persona in appena 10 minuti”.

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