Gli anziani e il Covid

di Roberto Piano

In questo ultimo periodo spesso mi ritrovo a parlare telefonicamente con mio nonno. L’argomento di discussione è sempre lo stesso, ovvero il parallelismo tra la guerra da lui vissuta quando era ragazzo e quella che sta vivendo attualmente alla veneranda età di novantuno anni. Durante la conversazione troviamo molte analogie con il periodo attuale, come il rispetto delle regole, infatti anche ai tempi della guerra vi era il coprifuoco, non si poteva dopo una certa ora uscire di casa, pena l’ arresto e la fucilazione. Solo l’attaccamento alla vita, dovuto alla gioventù gli ha permesso di superare tutte le difficoltà e restrizioni. Ora però mi dice che tutto è più difficile perché non riesce a razionalizzare e fa fatica a rimanere a casa, mi riferisce che forse era meglio combattere i tedeschi perché erano visibili e presenti, a differenza del nemico fantasma covid. Percepisco la sua sofferenza nel non potermi vedere ed abbracciare anche se in lui spera tanto che i suoi sacrifici non siano vani. Mi stupisce la sua forza di volontà, nonostante la sua età , la determinazione e la convinzione che prima o poi si torni ad essere tutti liberi come fu il 25 aprile quando arrivarono gli americani che misero in fuga il nemico. Entrambi, siamo spaventati , perché come la storia docet c’è stato un mondo prima del covid e ce ne sarà un altro dopo analogamente a tutti gli avvenimenti.