Giunta allargata, D’Apollonio lancia segnali distensivi

Il sindaco pronto a nominare due assessori per garantirsi la fiducia della maggioranza

REDAZIONE

ISERNIA

Non c’è solo la questione della presidenza del Consiglio comunale del capoluogo che agita il Centrodestra in provincia di Isernia, infatti alla fine del prossimo mese, il 24 marzo, si vota anche per il nuovo Consiglio Provinciale. Dieci membri, di cui obbligatoriamente sei uomini e quattro donne, o viceversa. Saranno loro che subito dopo, qualora Coia non si candidasse o non venisse rieletto sindaco di Filignano, dovranno votare per il nuovo presidente e il Centrodestra vuole chiaramente rimettere le mani su via Berta. I nomi più caldi sono quelli dei tre sindaci dei centri maggiori: Isernia, Venafro e Agnone, rispettivamente d’Apollonio, Ricci e Marcovecchio.
Per Isernia, invece, la scadenza di venerdì agita da giorni il consiglio comunale di Isernia. Stabilito che, dopo il parere del Ministero degli Interni e come anticipato da Michele Iorio, non si potrà andare all’elezione di un nuovo presidente del consiglio, bisogna capire come d’Apollonio riuscirà a tessere la tela degli equilibri necessari ad arrivare a fine legislatura.

La verità è che, esclusi tre consiglieri: il grillino Bottiglieri, la Formichelli e Fabia Onorato, tutti gli altri ventinove si riconoscono, direttamente o indirettamente, nel Centrodestra, in un arco che va da Casapound ai Popolari di Niro.

Quindi, teoricamente, d’Apollonio espressione del Centrodestra, non dovrebbe avere nulla da temere da una maggioranza praticamente bulgara, ma la politica al Comune di Isernia ci ha abituati alle sorprese e quello che sembrerebbe impossibile in altri scenari, a Palazzo San Francesco, è pane di tutti i giorni.

Il tema odierno, messa al sicura la posizione di Lombardozzi, è quello di un possibile allargamento della giunta a cui d’Apollonio non direbbe di no, ma un sì condizionato a programmi ed obiettivi.

Sostanzialmente il sindaco potrebbe anche allargare l’esecutivo, con altri due assessori, ma lo farebbe solo davanti a un accordo generale di tutte le forze della maggioranza che garantissero una fine della legislatura tranquilla e senza sorprese. Del resto, tra elezioni provinciali, elezioni dei sindaci di Campobasso e Termoli e prossime elezioni europee, il Centrodestra molisano ha l’occasione di confermare il successo ottenuto alle Regionali meno di un anno fa. Un successo su cui nessuno avrebbe scommesso, viste le previsioni che davano i Grillini in netto vantaggio, e che ha bisogno di conferme importanti come per l’appunto l’elezione dei sindaci nei due maggiori centri della regione, Campobasso e Termoli, retti entrambi da uomini del Centrosinistra.

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