Gioco d’azzardo, Campobasso tra le province italiane che spendono meno

TERMOLI. 420 euro. È questa la cifra che viene spesa in media ogni anno da un italiano nel gioco d’azzardo. A dimostrarlo è stato uno studio realizzato dall’associazione “Avviso pubblico” . Quest’ultima si è basata principalmente sui dati pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Numeri che hanno permesso di tracciare una vera e proprio mappatura del gioco nel Belpaese. La spesa pro capite annuale, che è arrivata a toccare, per essere precisi, la quota di 419,44 euro, è stata calcolata considerando la popolazione attiva nel gioco d’azzardo, i giocatori occasionali, quelli abituali e i patologici. La spesa maggiore è stata fatta registrare negli apparecchi da intrattenimento e nelle videolottery. Infatti in queste due tipologie di gioco sono stati sfiorati i 16 miliardi di euro. Una cifra davvero considerevole.

La provincia dove la spesa pro capite è maggiore è Prato. Seguono Rovigo, Sondrio e Olbia-Tempio. Ci sono anche comuni italiani che tendono però ad andare controcorrente e dove la spesa del gioco d’azzardo è in costante calo Tra questi ci sono Cremona, Verbania, Aosta, Biella e Campobasso. La motivazione è, senza alcun dubbio, data da normative più restrittive sui giochi, che non sono invece state applicate nelle zone dove la spesa è più alta. Le limitazioni insomma sembrano funzionare e avere esito.

È evidente come, nella graduatoria in questione, ci sia una predominanza delle città del Centro-Nord. C’è però un aspetto di cui non si può non tenere conto ed è quello del gioco sommerso. Quest’ultimo è presente soprattutto al Sud. Le infiltrazioni della criminalità organizzata puntano anche a un settore florido come quello del gioco d’azzardo. “La criminalità organizzata continua a gestire le bische clandestine, tradizionali o di nuova generazione, caratterizzate non più da sudicie carte da gioco o da consunte cartelle per le estrazioni, bensì da moderni computer connessi ad internet per la fruizione dei casinò on line, a organizzare il toto nero o il lotto clandestino”, ha dichiarato Giovanni Russo, Procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia nel libro ‘Lose For Life, Come salvare un Paese in overdose da gioco d’azzardo’ realizzato da Avviso Pubblico. Insomma, i pericoli e i rischi sono sempre dietro l’angolo.

Proprio il segmento dei casinò online, che rappresenta il 7% del settore dei Giochi, rischia di uscire fortemente penalizzato dal Decreto Dignità proposto dal Ministro Di Maio, che prevede il divieto assoluto di pubblicità verticale sia su media tradizionali che su quelli digitali. Il gambling online rappresenta ormai una delle realtà consolidate, in quanto riesce a muovere un fatturo vicino agli 1,40 miliardi di euro. I casinò games guidano la raccolta annuale, seguiti dal poker e dalle scommesse sportive. Il Decreto se verrà approvata limiterà soprattutto poker e blackjack, che stanno vivendo una seconda giovinezza grazie alle innovazioni tecnologiche apportate dai live dealer legati ai giochi di carte. Il rischio dell’oscuramente totale della pubblicità promossa dagli operatori del circuito AAMS è quello di effettuare tagli alla forza lavoro che ruota intorno a queste aziende e di determinare una migrazione degli oltre 3 milioni di utenti a livello nazionale verso i circuiti illegali .com.

 

 

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