Furti in casa, attenzione a rivelare sui social quando si andrà in vacanza

REDAZIONE

Le feste natalizie ormai alle porte si celebreranno anche online: a breve i profili social degli italiani – quindi anche dei molisani – si coloreranno con foto della settimana bianca e dei regali scambiati e scartati davanti al panettone. Ma attenzione agli sguardi indiscreti.

Come rivelato da una ricerca, più di due molisani su tre (67%) temono che un’eccessiva visibilità sui social network possa esporre la propria casa a un maggior rischio di furti e per questo ritengono che occorra fare un uso accorto e consapevole di queste piattaforme, evitando di condividere, specie pubblicamente, troppe informazioni su di sé.

Tra i momenti in cui si teme di più che i ladri possano introdursi in casa, il 66% degli intervistati indica la notte, durante il sonno, mentre 19% teme un’intrusione indesiderata mentre è in vacanza. Infine, il 16% teme che avvenga di giorno, indipendentemente dal fatto che ci sia qualcuno in casa o meno.

Subire un furto o una rapina nella propria casa spaventa per diverse ragioni: per il rischio di subire un’aggressione (39%), per le conseguenze emotive legate all’evento (23%) e per il danno economico derivante dalla perdita di preziosi (21%). Ma a pesare, per un ulteriore 16%, è anche la possibilità di subire atti vandalici che aggravino il danno economico.

Come difendersi, allora, dalle intrusioni indesiderate? Tra le soluzioni migliori, per il 34% dei molisani c’è quella di installare un impianto di allarme, per il 19% quella di rafforzare i dispositivi di sicurezza di porte e finestre mentre un ulteriore 16% indica la stipula di una polizza contro i furti, che risarcisca dagli eventuali danni subiti.

Tuttavia, ben il 47% degli abitanti del Molise ha dichiarato di non aver adottato nessuna misura di protezione della propria casa nell’ultimo anno, a causa del costo eccessivo. 

Talvolta ci si arrangia con deterrenti alternativi, come lasciare la luce accesa anche di notte o quando si esce per fingere una presenza vigile nel domicilio (34%) o con allarmi “artigianali” realizzati con oggetti messi davanti a porte e finestre che, se spostati, fanno rumore (34%). E c’è chi, quando è fuori casa, si affida al vicino per controllare la propria abitazione (25%).

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