Frattura: “Non accetterei mai il Parlamento”

“Quanto richiesto dal Partito Democratico in merito ai collegi relativi alla prossima legge elettorale, l’ho verbalizzato in Commissione e lo ribadirò in consiglio”. Così il governatore Frattura in merito alla riforma del voto che approderà martedì in Aula. Poi l’attualità politica e la netta presa di posizione in merito ad una sua possibile candidatura al Parlamento. Con il presidente Frattura siamo partiti dalla legge elettorale. Martedì arriva in Aula, possibili i cambiamenti rispetto al testo uscito dalla Commissione?
“Ne discuteremo in Aula perché è il consiglio regionale che approva la legge”.
Personalmente, come esponente del Pd, come si porrà rispetto alle rivendicazioni del Partito Democratico?
“Io sono portatore di quanto deliberato dall’Assemblea del Pd, l’ho verbalizzato in Commissione e lo farò presente anche in Consiglio”.
Ma se il collegio dovesse restare unico, come si comporterà Frattura al momento del voto?
“Vediamo che piega assumerà la discussione in Aula e poi decideremo il da farsi”.
Quello della riforma del voto, dovrebbe essere l’ultimo provvedimento prima delle elezioni del 2018. La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo e il governatore ha iniziato gli incontri sul territorio, come deliberato dall’Assemblea Pd, per spiegare alla cittadinanza quanto fatto in questi anni. Poi si deciderà sull’eventuale candidatura.
“Finito il tour che il Pd ha organizzato nei vari centri per incontrare cittadini, dirigenti, e amministratori, ci sarà un’assemblea del Partito Democratico in cui si esprimeranno delle valutazioni rispetto alle quali sarà possibile capire se c’è condivisione del lavoro svolto in questi anni. Non solo è indispensabile la condivisione, ma anche l’apprezzamento, altrimenti è evidente che non si può chiedere la fiducia per i prossimi 5 anni”.
Esiste ancora l’eventualità delle Primarie di coalizione o l’ipotesi è stata definitivamente scartata?
“Mai nessuno ha chiuso allo strumento delle Primarie, abbiamo solo detto che le Primarie si faranno quando ci saranno i candidati. Personalmente posso esprimere la mia disponibilità alla candidatura, ma certamente non mi candido da solo. Occorre che chi sostiene la mia candidatura, la condivida. Ma la condivisione avverrà al termine del percorso deliberato dall’assemblea del Pd”. Nel frattempo sono tante le voci che circolano come avviene in ogni campagna elettorale. “Capisco – ha commentato Paolo Frattura – che qualcuno possa provare a creare spaccature al nostro interno. Ma ribadiamo che non c’è trippa per gatti. Le alleanze che abbiamo consolidato in questi anni, non sono sui nomi o sulle persone, ma sul programma, sulle cose fatte e su quelle da fare, non c’è l’estemporaneità del gossip che può destabilizzare questa alleanza. Per essere chiaro ribadisco – ha puntualizzato il governatore – che laddove il Pd e la coalizione non dovessero condividere quanto fatto, a che titolo io potrei chiedere una candidatura altra? Non avrebbe motivo di esistere e evidentemente l’eventuale bocciatura determinerebbe non uno, ma dieci passi indietro”.
Ma se le fosse offerta la candidatura al Parlamento, in luogo di un passo indietro in Regione, accetterebbe?
“Assolutamente no. Ho chiesto di essere valutato per le cose fatte per la Regione sulla base di un programma che ancora richiede tempo per essere completato. Ad esempio, per quel che concerne la riforma sanitaria, abbiamo concluso l’approvazione, ma ora bisogna attuarla. E non la si attua facendo il candidato alla Camera o al Senato. Se i cittadini sono arrabbiati o non condividono il percorso di questi anni, vorrei avere la possibilità di dimostrare con i fatti e gli atti concreti, se le cose stanno come diciamo noi o come qualcuno vuole provare a far credere”. mdi

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