Frattura in Consiglio su interrogatorio a Bari: “Finalmente ho avuto la possibilità di chiarire”

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CAMPOBASSO. Dopo l’interrogatorio tenutosi ieri a Bari, era atteso questa mattina l’intervento in aula del Governatore Paolo Frattura che ha ricostruito in parte i fatti accaduti nella vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto insieme al suo legale Salvatore Di Pardo, nei confronti del direttore di Telemolise Manuela Petescia e il magistrato Fabio Papa. In particolare Frattura si è soffermato su date e riferimenti riguardanti il trasferimento a Rovigo del procuratore Papa, reintegrati presso la procura del capoluogo. Il riferimento a quanto affermato da alcuni organi di stampa (“Sempre la stessa” – ha ripetuto il presidente): “È assolutamente falso scrivere che Fabio Papa è stato trasferito in conseguenza alle accuse da me formulate. Ricordo che il Consiglio Superiore della Magistratura lo ha allontanato da Campobasso nel primo semestre 2014, mentre la mia denuncia nei confronti suoi e del direttore di Telemolise Manuela Petescia risale al dicembre 2014.” Frattura ha poi commentato altri riferimenti temporali: in particolare la data del dibattito sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni il 7 novembre 2017, a fronte del ricevimento dell’informazione di garanzia con la nomina del difensore d’ufficio il 30 gennaio scorso.

“Io rispondo con una nota – ha detto Frattura – che è un avviso di garanzia nel quale mi viene contestato, in relazione al procedimento penale 0024/15 i reati di calunnia in concorso, riferiti sia alla data di deposito della denuncia che al mio primo interrogatorio come parte offesa.  Sotto quest’aspetto mi pare di poter confermare che trattandosi di un procedimento del 2015, la sentenza è del 2017: io non so se questo procedimento è stato aperto d’ufficio dopo la sentenza del 2017, o forse leggendo la data del 2015, è stato aperto su altre eventuali segnalazioni.” Frattura poi ha aggiunto, rispetto all’interrogatorio di fronte ai magistrati di Bari: “Finalmente ho avuto la possibilità, e ripeto finalmente, perché dal maggio giugno 2014 io non ho potuto avere alcun ruolo rispetto alla mia denuncia – querela, di chiarire gli eventuali addebiti che mi venivano riportati. Posso dichiararmi totalmente soddisfatto dell’interrogatorio di ieri, sperando di aver chiarito ogni situazione che mi vedeva protagonista.” Un passaggio che il Governatore ha voluto marcare: “Voglio però ricordare all’aula che sempre dopo la discussione sulla mozione, il 15 dicembre 2017, la Procura ha presentato appello che ha riguardato tutte le ipotesi di reato di reato contestate ai due imputati. Quindi è la Procura di Bari che ritiene non corrispondenti alla verità dei fatti, la sentenza di assoluzione in primo grado. Una posizione che quindi ancora una volta smentisce nei fatti le letture date da alcuni organi di stampa (e guarda un po’ sempre gli stessi) in questi mesi sul caso. Non è vero che la vicenda era ed è chiusa, è apertissima come la giustizia italiana prevede, trattandosi sempre di tre gradi di giudizio.”

 

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