Frattura a tutto campo: «Ecco perché non ho partecipato alla Conferenza Stato-Regioni»

L’ex Governatore in conferenza stampa dopo il “no” a partecipare al consiglio monotematico sulla sanità

REDAZIONE TERMOLI

Per l’ex sindaco di Termoli, Angelo Sbrocca, si è trattato di un «deficit di democrazia». Quell’invito a Paolo di Laura Frattura, ex presidente della Regione Molise e, di fatto, ultimo commissario ad acta di nomina politica, era stato fatto «perché avrebbe potuto dirci quello che era realmente successo negli anni della sua legislatura». Complice, però, un “cavillo” nel regolamento comunale (e il fatto che, tecnicamente, ad oggi Frattura non ha ruoli istituzionali, né politici, né tantomeno all’interno del settore della sanità) l’ex Governatore del Molise non ha potuto parlare e dire la sua nel corso del consiglio comunale monotematico indetto proprio per tracciare la linea da seguire nella salvaguardia del San Timoteo. Di qui la decisione del Partito Democratico e della civica VotaXTe di convocare una conferenza stampa che si è tenuta prima del consiglio comunale durante la quale Frattura ha detto la sua. Sotto la lente l’operato come commissario ad acta, di fatto difeso non solo dallo stesso Frattura ma anche dal sindaco Angelo Sbrocca, dai consiglieri comunali Manuela Vigilante, Oscar Scurti e Andrea Casolino e dalla commissaria del circolo dem di Termoli, Maricetta Chimisso intervenuti durante la conferenza stampa. Sotto la lente, però, ci è andata a finire anche l’accusa maggiore che nelle ultime settimane i comitati sorti a difesa del San Timoteo stanno muovendo a Frattura: quella di non aver partecipato alla riunione della Conferenza Stato-Regioni nella quale, di fatto, è stato approvato il decreto Balduzzi dando il via libera a quello che molti considerano come l’oblio del San Timoteo. «Si è parlato di una negatività sulla riorganizzazione sanitaria molisana legata a una mia assenza alla Conferenza Stato-Regioni del 5 agosto 2015 – ha affermato Frattura – la Conferenza delle Regioni ratifica i lavori in Commissione Salute». Commissione nella quale, a detta di Frattura, «io avevo parlato in rappresentanza di una regione “fallita”, con il rischio del commissariamento del commissario come era già accaduto per Iorio e il rischio di perdere il ruolo strategico di commissario di Governo». Di qui l’azione intrapresa da Frattura che aveva, di fatto, puntato tutto su una sorta di “sensibilità” politico territoriale unita «ai tecnicismi voluti dal tavolo tecnico che una regione merita» arrivando a concordare, con le altre regioni, i benefici ottenuti anche dagli altri. «Per evitare una condivisione in Conferenza non partecipai ma le Regioni hanno mantenuto tutti gli impegni assunti in quella Commissione». Per Frattura, però, il problema più grave della sanità molisana è un altro: «è la carenza di personale sanitario legato al blocco del turn over per il disastro finanziario che ha portato a una emorragia di personale elevata. Nel 2017 – ha affermato l’ex Governatore della Regione – dopo aver rimesso in ordine la qualità dei servizi eravamo riusciti a far passare il livello dei Lea da 137 a 167, sbloccando il turn over con i concorsi e un piano occupazionale da mille figure sanitarie tra medici e infermieri». Poi il via ai ricorsi amministrativi che hanno portato a un ulteriore blocco di più di un anno delle procedure concorsuali «che hanno successivamente visto la luce con la pubblicazione delle prime graduatorie. Il problema del punto nascita – ha proseguito Frattura – non è solo di personale ma è legato al fatto, come rilevato nel 2015, del numero di parti minori. Nel 2015 a Termoli c’erano circa 450 parti e non i 250 come previsti per il 2019. Ci eravamo impegnati a mettere in campo tutte le misure per bloccare la mobilità passiva. Adesso io vorrei sapere quali sono le misure messe in campo attualmente. Io posso dire quali abbiamo messo in campo fino al 7 maggio 2018, vorrei sapere quello che è stato messo in campo per arginare emorragia di partorienti tenendo presente che nel decreto del 21 luglio 2015, prima dell’approvazione del Pos, chiarivamo la posizione riferita nel Pos approvato con legge dello Stato e che l’obiettivo era quello di arginare la mobilità passiva. Per Isernia ci siamo riusciti».

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