Franco Valente: “Si chiuda con il passato politico a Venafro, il lavoro da fare è immane”

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VENAFRO. L’architetto Franco Valente dedica un lungo post su Facebook alle prossime elezioni comunali che si terranno anche a Venafro il prossimo 10 giugno e preme per un necessario cambio di rotta. In particolare, Valente delinea un vero e proprio decalogo di priorità su cui dovrà puntare la futura Amministrazione, soprattutto sul piano urbanistico e naturalistico.

“POSSIAMO CHIUDERE CON IL PASSATO POLITICO A VENAFRO? Cosa sta succedendo a Venafro in questa campagna preelettorale? Credo sia il momento di mettere una pietra sopra il passato e cercare una via ragionevole per il futuro della città. La situazione non è buona e il lavoro da fare è immane. Sicuramente tra i mali del passato io non metto la corruzione. Non ho mai attribuito all’amministrazione passata una propensione a farsi corrompere.
Il problema era di altro tipo ed è stato determinato da una difficoltà per gli amministratori a definire uno scenario nel quale individuare le caratteristiche e i ruoli dei protagonisti. In politica esiste anche il pentimento. Chi vuole amministrare bene Venafro deve promettere discontinuità con il passato. Il resto verrà da solo. Non si può amministrare se non si disegna bene lo scenario. I momenti sono due. Il primo in genere si chiama SOGNO POLITICO. Il secondo in genere si chiama DISEGNO POLITICO.

Il sogno politico – continua l’architetto – in un’amministrazione comunale deve essere molto sintetico Si tratta di concretizzare un’immagine semplice, quasi suggestiva, della sua struttura urbana cercando di cancellare i suoi difetti e disegnare, come farebbe un bambino, l’assetto generale della città.

PRIMO.
Io farei un segno verde sulla fascia degli olivi considerando importante una indicazione che deriva dal Piano Regolatore Vigente e da quella grandiosa idea del Parco degli Olivi di cui, senza fare giri di parole, l’interprete principale è Emilio Pesino e i suoi straordinari collaboratori.

SECONDO
Farei un cerchio intorno al Centro Storico segnando una serie di punti. Le automobili sono una protesi, ma costituiscono il problema perché sono irrinunciabili. Occorre svuotare le aree libere e fare un grande progetto pubblico-privato per realizzare 200 posti macchina sotterranei (100 garages da vendere ai privati, 100 parchggi per i residenti). Occorre riprendere il piano delle Case Popolari completando il progetto dei 50 alloggi e il recupero delle piazzette di Cristo, Manganelle, S.Francesco, Cattedrale, Villetta, Porta Nuova, Corso Campano.
Occorre far sparire tutti gli elementi di degrado estetico e funzionale.

TERZO
Il Verlascio deve diventare la piazza più bella della Regione. Gli edifici demaniali, ormai al crollo, devono diventare comunali per realizzare una serie di spazi da destinare ad attività produttive giovanili (commerciali e artigianali di grande livello artistico). Il piano superiore deve accogliere la facoltà di Geologia e Design Architettonico.
La piazza del Verlascio deve essere attrezzata per il mercato settimanale.

QUARTO
Recupero e riqualificazione per ridare decoro urbano a tutti gli spazi della cosiddetta periferia.
Grande spazio alla creatività con interventi di elevato valore estetico e riqualificazione degli spazi edificabili con trattative per porre a carico dei privati la edificazione di un volume teatrale e di un palazzo dello sport.

QUINTO
Conversione del cosiddetto “Conservificio” in un grande laboratorio artistico per opere monumentali di interesse internazionale.

SESTO
Riorganizzazione della rete stradale interna e piano di smaltimento dei rifiuti.

SETTIMO
Venafro nel Mondo e il Mondo a Venafro. Grande campagna internazionale per promuovere l’immagine di Venafro nel Mondo e predisporre un piano per l’utilizzazione del patrimonio storico, architettonico, artistico, paesaggistico e archeologico (itinerari assistiti Centro Storico – Parco dell’Olivo).

OTTAVO
Protocollo per la Salute. Raccogliere la sfida della fattibilità lanciata dall’Associazione Mamme per la Salute.

NONO
Se non si sistemano le scuole si toglie il futuro ai giovani.

Per fare questo – conclude Franco Valente – il SOGNO deve essere trasformato in un PROGETTO POLITICO.
La comunità venafrana ha le capacità tecniche e strutturali per farlo. Occorre una grande diponibilità da parte dell’Amministrazione.
Questo è il momento per i Venafrani di valutare nelle due liste chi abbia le capacità personali, gli entusiasmi, l’esperienza, una visione concreta dello scenario da definire e la volontà di creare discontinuità con il passato”.

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