Francesco Guida rinnovato alla guida della Uilm. “La transizione ecologica vera sfida del futuro”

La nomina al termine del congresso provinciale di Campobasso-Termoli che si è tenuto in basso Molise. Presente anche il segretario nazionale Rocco Palombella. “La nostra azione è quella di salvaguardare i livelli occupazionali anche delle fabbriche dell’indotto Stellantis”

E’ stato rinnovato a segretario territoriale della Uilm Campobasso-Termoli, Francesco Guida. La nomina è arrivata al termine del congresso che si è tenuto questa mattina, 8 giugno, presso Villa Livia alla presenza del segretario nazionale, Rocco Palombella.

Una giornata importante per Guida che ha voluto racchiudere il suo impegno nei trascorsi 4 anni. Sotto la lente la transizione ecologica che può mandare in crisi il comparto dell’automotive. Sotto la lente anche la questione sicurezza che ha visto la Uilm in prima linea con una campagna di comunicazione contro gli infortuni sul lavoro.

“Il nostro è stato un lavoro di squadra – ha affermato Guida – insieme abbiamo raggiunto dei risultati importanti che sono continuati anche nel momento di più grande difficoltà del paese come quello dell’emergenza Covid e della guerra”. Proprio la guerra che ha messo in crisi anche il settore dei microchip.

E ancora la necessità di avere il piano industriale della Gigafactory che per Termoli rappresenta una grandissima opportunità ma anche quello di tutelare i livelli occupazionali soprattutto delle fabbriche dell’indotto.

Auspici che trovano la loro conferma nelle parole del segretario nazionale Rocco Palombella nell’intervista realizzata nella giornata di ieri, 7 giugno.

Segretario Palombella, partiamo dal tema che più di tutti interessa  Termoli, quello della Gigafactory, quali sono i tempi di realizzazione del sito e quali le ricadute occupazionali?

“Stiamo continuando a sollecitare l’azienda e tra pochi giorni conosceremo i tempi brevi legati all’investimento ma soprattutto conosceremo le ricadute, sapendo che lo stabilimento di Termoli ha un vantaggio rispetto agli altri che è quello di avere la produzione già stata concepita con diversi prodotti. Ha la manifattura, ha diversi cambi e il fatto che si integra con questa piattaforma. Sicuramente noi contiamo sulla piena occupazione nel senso che ci sarà una parte consistente di lavoratori che sarà impiegata nella Gigafactory e una parte che lavorerà con la tecnologia esistente. Non c’è una interruzione della produzione. Domani (8 giugno, ndr) si decideranno a Bruxelles i tempi di fine della produzione del motore endotermico e della transizione. Noi pensiamo che Termoli continuerà ad essere uno dei siti in cui non abbiamo problemi di ripercussioni occupazionali ma dobbiamo evitare che ci siano dei sistemi organizzativi che internalizzano attività e che non tengono a riferimento quello che è l’indotto esistente sul territorio. La nostra azione è quella di salvaguardare i livelli occupazionali di Stellantis ma anche dell’indotto che rappresenta l’elemento più vulnerabile che noi dobbiamo tutelare da un punto di vista occupazionale come nel caso dei lavoratori della logistica Gls che noi riteniamo che devono restare attaccati alla produzione. Per quello che, invece, riguarda la crisi dei microchip che pure ha determinato dei lunghi periodi di stop produttivo secondo le previsioni fatte dall’amministratore delegato di Stellantis, Tavares, sarà un problema che ci porteremo fino a settembre del 2022, quindi per quasi tutto l’anno dopo di che dovrebbe essere risolto. A suo tempo si sono mossi anche dietro nostra sollecitazione per cambiare il sistema di distribuzione dei microchip e della componentistica in generale. Abbiamo dei lavoratori in contratto di solidarietà ma speriamo che si risolva al più presto”.

Quali sono le novità per quello che riguarda il piano industriale che riguarderà anche Termoli alla luce anche di quello che ha dichiarato a Bari quando ha parlato della necessità di fare investimenti per garantire l’occupazione?

“Noi consideriamo il piano industriale di due mesi fa, che poi è quello in continuità con la vecchia Fca. Sono stati realizzati i modelli Tonale e Grecale e gli investimenti sulle macchine ibride stanno continuando. Il tema è che continuiamo ad avere cassa integrazione e contratti di solidarietà in tutti gli stabilimenti e non possiamo reggerlo nel tempo. C’è bisogno dell’impegno di Stellantis affinché cessi nel breve il ricorso agli ammortizzatori sociali. 5miliardi di investimento sono importanti per poter considerare la piena occupazione. Noi riteniamo che abbiamo posto un problema reale e lo continueremo a ribadire: non possiamo essere spettatori passivi su un processo epocale di transizione ecologica. Oggi ho ascoltato il ministro che parlava di difficoltà sui tempi della transizione. Le difficoltà ci saranno sempre, il tema è che quando si inizia bisogna iniziare ad affrontare il tema di tutto il settore automotive perché se non si affrontano tutti i temi la mannaia arriverà e se non avremo fatto le scelte in tempo in Italia ci sarà il problema di non essere stati in grado di affrontare questo tema. Non possiamo aspettare il 2030 va affrontato tutto il tema della transizione. Chiedere al governo solo ed esclusivamente aiuti è un qualcosa che risolve solo il problema momentaneo noi abbiamo bisogno di impegno nel ritenere questo settore un settore che verrà travolto dalla transizione. Se il discorso sarà affrontato per tempo ci sarà una opportunità altrimenti ci sarà un bagno di livelli occupazionali. Ancora oggi ribadisce il governo che bisogna intervenire per la transizione sulle auto di grossa cilindrata, noi diciamo che bisogna intervenire su tutta la catena della produzione, non solo le fabbriche di grossa cilindrata ma tutta la filiera con scelte che siano di sistema, coinvolgendo tutte le parti in causa per pianificare gli appuntamenti passo passo e non aspettare. Tra i temi c’è quello della rete elettrica: quale sarà l’approvvigionamento? Con quale sistema di rete? Non si tratta solo di produrre le auto perché si tratta di auto che si possono comprare se si sanno i livelli di servizi adeguati. Ci sono case automobilistiche che sono avanti in Italia e noi dobbiamo cercare di non perdere tempo con scelte immediate”.

A fine anno scade il contratto Ccsl quali sono le novità per il rinnovo?

“Noi abbiamo già posto il tema del rinnovo del contratto ma anche il tema di come si riesce immediatamente a far recuperare il potere di acquisto dei lavoratori che è in perdita. Entro il mese di giugno con le altre organizzazioni e i lavoratori ci incontreremo per stilare una piattaforma sia per il gruppo Cnh che Stellantis una piattaforma che si carica di significato alla luce di un sistema inflativo che sta rodendo il potere di acquisto dei lavoratori”.

In chiusura cosa si sente di dire ai lavoratori di termoli alla luce dei tanti cambiamenti che stanno per interessare il sito produttivo molisano?

“Su Termoli avevamo un sogno ed era quella di avere la Gigafactory a Termoli che aveva tutte le carte in regole per avere quel tipo di investimento. Quando l’abbiamo chiesto sembravamo visionari ma quel sogno si è realizzato. Adesso diciamo che bisogna continuare a crederci, sulle potenzialità e professionalità del plant produttivo che possono diventare momenti di opportunità”.