Frana di Petacciato, «a quale progetto preliminare si fa riferimento?»

I senatori del MoVimento 5Stelle Ortis e Di Marzio interrogano il Ministro per l’Ambiente, Costa

Bricofer

REDAZIONE TERMOLI

Quarantuno milioni di euro, 14 dei quali «già stanziati per il primo dei quattro lotti previsti» e la richiesta di sapere «a quale progetto preliminare si faccia riferimento, da chi sia stato messo a punto, a seguito di quali indagini e studi e se sia stato reso pubblico». E’ questa la richiesta contenuta nella interrogazione che i parlamentari del MoVimento 5Stelle Fabrizio Ortis e Luigi Di Marzio hanno presentato al Ministero dell’Ambiente Costa. Sotto la lente è andata a finire la questione annosa della frana di Petacciato, la frana che nel 2015 ha rischiato di isolare il paese e che rischia di spezzare a metà i collegamenti italiani considerando che attraversa l’autostrada A14, la ferrovia e la Statale 16. E così, in attesa delle opere che dovrebbero mettere mano al consolidamento della frana e a una sua possibile e paventata risoluzione, sono stati i due parlamentari dei 5Stelle a chiedere numi al Ministro. «La frana di Petacciato – scrivono i due – è una delle più grandi e pericolose d’Europa. Si tratta di una questione di rilevanza nazionale, poiché interessa tutte le infrastrutture di comunicazione della fascia adriatica coinvolte dallo smottamento (autostrada A14, strada statale 16, ferrovia “Adriatica”). Nel 2002 – ricordano Ortis e Di Marzio – era stato redatto un progetto di intervento di risanamento, elaborato da una commissione tecnico-scientifica nominata dal Governo, incaricata di studiare la frana in collaborazione con società Autostrade, Ferrovie dello Stato e Regione Molise. Nonostante l’imponente lavoro svolto, trasmesso al Comune di Petacciato e alla Regione, lo stesso non ebbe seguito, anche a causa di nuove emergenze che funestarono la regione Molise in quelli anni, come il devastante sisma di San Giuliano di Puglia. Da allora, la Regione riprende in mano la situazione solo nel 2009 ma con un progetto, costato 2 milioni di euro, che si rivelò totalmente inadeguato, visto che, appena 6 anni dopo un ennesimo smottamento distrusse le opere, consistenti in inutili gradoni di terreno a valle del centro storico. Nel 2016, tuttavia, spunta il Patto per il Molise, che prevede opere di “consolidamento” idrogeologico del versante nord di Petacciato per 44 milioni di euro, senza alcuna base documentale che ne giustificasse una simile spesa, peraltro finanziata a scaglioni e facendo così perdere di vista il carattere di urgenza relativo alla questione frana di Petacciato. Arriviamo infine all’anno scorso, quando il presidente Toma viene nominato commissario di governo con compiti di “mitigazione” della frana secolare. Compiti ai quali, finora, non sembra affatto voler assolvere, in barba ai cittadini molisani che dovrebbe rappresentare. I fondi ammonterebbero a 41 milioni di euro, 14 dei quali già stanziati per il primo dei quattro lotti previsti: di qui la richiesta, mia e di Di Marzio, di sapere a quale progetto preliminare si faccia riferimento, da chi sia stato messo a punto, a seguito di quali indagini e studi, e se sia stato reso pubblico. Non possiamo tollerare che il progetto si riveli l’ennesimo spreco di soldi pubblici».

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