Fra Immacolato Servo di Dio, Papa Francesco riconosce le sue virtù eroiche

La promulgazione del decreto da parte del Santo Padre nel corso dell’udienza di questa mattina. Il religioso professo dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi nacque a Campobasso il 15 agosto del 1922

Nell’udienza concessa oggi, 18 febbraio Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione di alcuni decreti, tra cui il riconoscimento delle virtù eroiche del Servo di Dio Immacolato Giuseppe di Gesù, religioso professo dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi.

Servo di Dio è un titolo che la Chiesa cattolica assegna dopo la morte a persone che ritiene si siano distinte per ‘santità di vita’ e per le quali è stato avviato il processo canonico di beatificazione.

Fra Immacolato Giuseppe di Gesù, al secolo Aldo Brienza, nacque il 15 agosto 1922 a Campobasso.

Aveva solo 16 anni Immacolato Giuseppe di Gesù, al secolo Aldo Brienza, quando gli è diagnosticata l’osteomielite deformante degli arti, che lo ha costretto a rimanere allettato fino alla morte.

E’ entrato nell’Ordine Secolare del Carmelo, quando era già infermo, offrendosi come vittima per la santificazione dei sacerdoti. Sentendo fortemente la vocazione carmelitana, con speciale privilegio, la Santa Sede gli ha poi concesso di emettere la professione solenne dei voti religiosi nell’Ordine Carmelitano Scalzo. Pur vivendo in famiglia – scrive Vatican news – riceveva costantemente visite da confratelli e fedeli, molti dei quali chiedevano consigli spirituali. Il suo è stato un apostolato straordinario, svolto totalmente dal letto, nella preghiera e nell’offerta costante delle sofferenze a Dio.

Il suo motto spirituale era: “Lavorare è bene, pregare ancora meglio, ma soffrire in unione a Gesù è tutto”. È morto il 13 aprile 1989, all’età di 67 anni.

La preghiera è stata la sua forza. Ha vissuto una spiritualità eucaristica e mariana, sorretta dall’esperienza dei santi, in particolare di quelli carmelitani. Ha sperimentato anche fasi di aridità, ma mantenendo sempre il suo abbandono in Dio, al quale si è affidato in ogni circostanza, soprattutto nelle prove più difficili, e ha sostenuto le missioni della Chiesa e del Carmelo con il denaro ricevuto dalla famiglia.