Fotovoltaico a Larino, Slow Food Abruzzo-Molise e Aiab ricorrono al Presidente della Repubblica

Con l’atto, sostenuto anche da Italia Nostra, fondazione Lorenzo Milani e La Fonte, si chiede l’annullamento della determina della Regione con la quale si autorizza la realizzazione di un impianto della potenza nominale pari a 2142 kWp in contrada Piane: “Distruggere l’agricoltura significa favorire l’abbandono delle campagne e lo spopolamento”

Sottoscritto da Slow Food Regionale Abruzzo-Molise e da AIAB Molise (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica Molise A.P.S.), con il sostegno di Italia Nostra Molise, della Fondazione “Lorenzo Milani” e de “la Fonte”, con l’assistenza dell’avvocato Riccardo Vaccaro, è stato inoltrato al Presidente della Repubblica Italiana un Ricorso Straordinario (ex art. 8 D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199), contro la Regione Molise e ENEL Produzione S.p.A., per chiedere l’annullamento della Determinazione Dirigenziale della Regione Molise n. 4198 del 20.07.2022, con la quale è stata autorizzata la realizzazione e l’esercizio di un impianto fotovoltaico della potenza nominale pari a 2142 kWp e potenza massima di immissione alla rete elettrica pari a 1800 kWp e relative opere di connessione da ubicarsi nel Comune di Larino (CB) in Contrada Piane.

“In Molise – si prosegue nella nota – sono state avanzate richieste per istallare pannelli fotovoltaici su circa 2000 ettari di terreni agricoli feritili, collocati nel Basso Molise. Si tratta di richieste assurde e inaccettabili se si tiene conto che in Molise ci sono circa 36.000 ettari di terreni classificati come non agricoli, dove l’istallazione di pannelli fotovoltaici potrebbe avvenire senza danno per la collettività.

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili rappresenta un passaggio necessario per contrastare i cambiamenti climatici e per garantire autonomia energetica al nostro paese sottraendolo alla dipendenza e al ricatto delle nazioni che detengono il possesso delle fonti fossili. La guerra contro l’Ucraina, scatenata dalla Russia, ha messo drammaticamente in evidenza quanto sia rischiosa e economicamente insostenibile la dipendenza energetica. Ma, proprio per questo, è necessario che lo sviluppo e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non avvenga sottraendo terreni fertili destinati all’agricoltura e all’allevamento.

La dipendenza dall’estero per soddisfare la necessità di cibo non è certamente meno grave e pericolosa della dipendenza energetica, come la vicenda dell’esportazione di grano dall’Ucraina sta evidenziando. Le associazioni che hanno promosso il ricorso, rivolgendosi alla massima carica dello Stato, hanno voluto denunciare e fare luce sull’inquietante scelta fatta dalla Regione Molise che, contravvenendo alla legislazione europea, nazionale e regionale, sta concedendo senza nessuna remora autorizzazioni per la realizzazione di parchi fotovoltaici e eolici su terreni agricoli fertili, sottraendoli all’agricoltura che, con le sue produzioni enogastronomiche, rappresenta una delle voci economiche più significative e caratteristiche del Molise.

Il Molise è l’unica regione ad aver perso popolazione dall’unità d’Italia. Ogni anno diverse migliaia di molisani lasciano la propria regione. Distruggere l’agricoltura significa favorire l’abbandono delle campagne e lo spopolamento dei comuni molisani, per questo la tutela dei terreni fertili è una condizione irrinunciabile per salvare il futuro del Molise”.