Forza Italia si mobilita contro la riforma della prescrizione

In consiglio regionale i vertici del partito hanno illustrato il documento del gruppo parlamentare

«È  auspicabile una riforma di tutto il sistema della Giustizia italiana ma non è assolutamente concepibile una riforma sulla prescrizione che lasci l’imputato in sospeso per tempi non prevedibili. Chi è sottoposto a giudizio deve avere tempi certi di giudizio». Questo, in estrema sintesi, il pensiero di Forza Italia, sulla Riforma Bonafede, illustrato nella mattinata odierna dai vertici regionali del partito azzurro. In consiglio regionale c’erano il presidente Donato Toma, l’assessore Nicola Cavaliere e il consigliere Eugenio Nico Romagnuolo, i quali hanno illustrato le motivazioni che hanno portato alla mobilitazione di Forza Italia contro la riforma della prescrizione.

«L’obiettivo dichiarato della riforma Bonafede – si legge nel documento di Forza Italia – è assicurare che i processi giungano all’accertamento delle responsabilità: in piena aderenza alla sua impostazione giustizialista, allergica ai diritti e alle garanzie, si sospende o meglio di fatto si abolisce la sospensione, per i giudizi di Appello e di Cassazione così da arrivare comunque a una sentenza finale. A prescindere da quanto possa costare, in termini di costi processuali, di tempo, di lesione dell’immagine dell’imputato, di ansietà legato al suo vivere sotto giudizio. L’aspetto aberrante della riforma Bonafede è questo: non riuscendo con una modifica strutturale e organica a risolvere le cause che rallentano i processi penali in Italia il Ministro ha ben pensato di togliere “la sanzione” e cioè la prescrizione. Così l’imputato, anche se assolto in primo grado, potrà dover sottostare a giudizi di Appello e di Cassazione senza limiti temporali di prescrizione».