Fondazione Gemelli, il Cobas: «Contratto peggiorativo»

Il sindacato autonomo proclama lo stato di agitazione, oggi non parteciperà alla riunione

Relazioni sindacali critiche tra Fondazione Gemelli e Cobas Pubblico Impiego. Oggi è prevista una nuova riunione alla quale il sindacato autonomo non parteciperà «a causa del comportamento assunto dall’azienda nel voler sostituire il contratto applicato con la Fondazione Giovanni Poalo II con quello del Gemelli.» Un comportamento che ha causato lo stato di agitazione che sarebbe stato firmato da ben 106 dipendenti della struttura di Contarda Tappino. Ieri, in una nota. Il segretario Maria Luisa Di Bianco ha replicato proprio alle dichiarazioni giunte dalla Fondazione: «Replichiamo alla risposta della Fondazione Giovanni Paolo II – scrive il legale rappresentante del sindacato – in merito alle affermazioni di un ipotetico lavoro in sinergia con le parti sociali, per discutere come definire un contratto che veda tutti soddisfatti. Che il contratto non sia speculare lo apprendiamo dai giornali, in quanto con nota n. D.2019/ 00632 la Fondazione trasmetteva il CCL del Gemelli, che annullava la piattaforma presentata dalla parte datoriale il 14.06.2018.

Non ci risulta che le relazioni sindacali avviate si stanno occupando, anche di premiare economicamente le professionalità impegnate ogni giorno.» Da parte dei Cobas la sottolineatura: «E’ vero il contrario che si istituiscono servizi privi di una concertazione e solo per alcuni eletti, mentre ad altri è imposto il recupero ore. Il personale sta vivendo un grave disagio lavorativo, di mortificazione per non veder al contrario riconosciuto il proprio impegno lavorativo. Per non parlare del clima di pressione con il quale invece si vuol far passare un contratto peggiorativo che annulla di fatto il riconoscimento economico che garantisce il riferimento al CCNL della Sanità. Inoltre in merito alle af- fermazioni che la FGP II sia già stata incorporata nella Fondazione Gemelli, dobbiamo contestare la mancanza dell’attivazione della procedura sindacale prescritta dal vigente art. 47, legge 29 dicembre 1990, n. 428. Pertanto la mancanza di ogni forma di dialogo e l’inutilità di discutere di un contratto che si applica in un’altra realtà e per di più con scadenza giugno 2019, ha portato a dichiarare lo stato di agitazione che è stato firmato da ben 106 dipendenti.»

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