Finite le riprese del film documentario “Il Profumo dei Fiori di Carta”

Racconta la vita parallela della comunità di Larino, piccolo centro molisano, e della comunità di larinesi emigrati a Montréal

Camera di Commercio – SPID

REDAZIONE

Il Molise. Una regione poco conosciuta agli stessi italiani. “Il Molise non esiste”, si dice per scherzo, ironizzando su un territorio piccolo, lontano e di cui si parla poco. Ma il Molise esiste. Esiste e resiste, nonostante tutte le difficoltà del meridione italiano, a cui neanche questo piccolo lembo di terra riesce a sfuggire. Proprio da qui, dalla ventesima regione d’Italia, parte la storia de “Il Profumo dei Fiori di Carta”, e in particolare da Larino, un borgo di 7.000 anime, in bilico tra le ultime colline dell’Appennino e la piana che degrada verso il Mar Adriatico. Oki Doki Film, società di produzione cinematografica, comunica che sono ufficialmente terminate le riprese del suo nuovo film documentario, “Il Profumo dei Fiori di Carta” per la regia di Emilio Corbari, che racconta la vita parallela della comunità di Larino, piccolo centro molisano, e della comunità di larinesi emigrati a Montréal, in Canada, utilizzando come escamotage narrativo la condivisa festa di S. Pardo, momento di aggregazione, senso di comunità e riscoperta delle proprie tradizioni. Ogni anno, a fine maggio, il paese si ferma per celebrare il Santo Patrono, San Pardo. I giorni del 25, 26 e 27 maggio per le vie del centro sfilano circa 130 carri trainati da mucche e buoi, riccamente decorati con fiori di carta colorati. Montréal è una città di 1.650.000 abitanti, la seconda più popolosa del Canada. Negli anni passati è stata meta di un forte flusso di migrazione dai territori del Molise. Lì risiede una nutrita comunità di larinesi che, in contemporanea con la propria terra d’origine, festeggia ogni anno il giorno di San Pardo. “Il Profumo di fiori di carta” racconta la vita parallela delle due comunità, utilizzando la festa di San Pardo come escamotage narrativo per mettere a confronto due realtà molto distanti tra loro, ma legate dalle stesse tradizioni. Le tematiche principali del film sono appunto quelle della migrazione e del senso di comunità, due aspetti fortemente interconnessi tra loro e quanto mai attuali. Quale ruolo hanno le comunità in un’epoca individualista come quella odierna? Come cambiano le dinamiche delle comunità al variare dei contesti nei quali si inseriscono? Quali sono le emozioni delle persone che sono costrette a emigrare dalla propria terra? Questi sono alcuni degli interrogativi su cui il film vuol far riflettere lo spettatore. Durante le celebrazioni di San Pardo del maggio 2017, il regista Emilio Corbari si è recato al Comune di Larino per effettuare le prime riprese. Tra il 2017 e il 2018 saranno ben quattro le visite del regista alla terra molisana che, affiancato da Federica D’Addario in qualità di assistente alla produzione, si avvicinerà sempre di più alla tradizione locale. Sarà però nel maggio del 2019 che il regista raggiungerà il suo ultimo obiettivo: atterrare in terra canadese per incontrare la comunità larinese di Montréal. Terminate le riprese, ora il documentario è in fase di video editing. A fronte delle spese sostenute per la realizzazione del progetto, “Il Profumo dei Fiori di Carta” si è ora affidato alla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso. La campagna di raccolta fondi affiancherà la postproduzione del progetto. Le lavorazioni che bisogna effettuare dopo la fase di riprese sono infatti essenziali affinché il film risulti ottimale sia dal punto di vista video, sia dal punto di vista audio. L’operazione andrà dal montaggio video, in cui si scelgono e si assemblano le scene migliori che sono state girate, alla correzione del colore, per dare alle immagini un tono cromatico che rispecchi il mood del film, fino ad arrivare al sound design, per miscelare suoni e musiche e regalare così allo spettatore un buon ascolto. Sempre grazie alle donazioni ricevute, una piccola quota verrà riservata alle spese di distribuzione, nonché quei costi che permettono a un film di essere visibile sul mercato quali iscrizioni a festival, realizzazione del DCP (file digitale per la proiezione cinematografica), promozione sui social network. Il film è la prima opera documentaria di Emilio Corbari, quarantenne regista bergamasco ma milanese d’adozione. Laureato al DAMS di Brescia, intraprende la carriera di filmmaker come libero professionista, occupandosi della realizzazione di spot e cortometraggi. Dal 2014 collabora continuativamente con Oki Doki Film, in qualità di autore e regista di prodotti audiovisivi.

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