Fermo pesca, pescherecci all’ancora da metà agosto

La decisione al termine del tavolo Mipaaft per la zona che va da San Benedetto del Tronto a Termoli

REDAZIONE TERMOLI

Si fermeranno dal 15 agosto al 13 settembre per 30 giorni consecutivi i pescherecci della zona dell’Adriatico che va da San Benedetto del Tronto a Termoli. E’ questa la decisione che è stata presa dal tavolo Mipaaft del 21 febbraio scorso che ha evidenziato delle date simili a quelle del 2018. Al contrario di quello che si poteva ipotizzare in un primo momento e che era nelle intenzioni del Ministero, quindi, non ci sarà il fermo biologico unico sull’Adriatico. Dal 29 luglio al 27 agosto si fermeranno i pescherecci da Trieste ad Ancona. Dal 15 agosto al 13 settembre, come detto, quelli da San Benedetto del Tronto a Termoli, dal 29 luglio al 27 agosto da Manfredonia a Bari, dal 9 settembre all’8 ottobre da Brindisi a Civitavecchia e dal 16 settembre al 15 ottobre da Livorno a Imperia. Le Regioni Sicilia e Sardegna disciplinano i rispettivi periodi di arresto temporaneo prevedendo un periodo di 30 giorni consecutivi sulla base di quanto previsto dai piani di gestione nazionali. Restano invariati rispetto all’anno scorso anche le misure tecniche successive all’interruzione temporanea obbligatoria: nell’area da Trieste a Bari per le 10 settimane successive all’interruzione obbligatoria, le imprese di pesca dovranno rispettare il divieto di pesca nel giorno del venerdì ed in un altro giorno della settimana, a scelta dell’armatore. In alternativa potranno optare per lo svolgimento dell’attività di pesca per un ammontare totale non superiore a 60 ore, distribuite lungo 4 giornate su base settimanale. Confermato il divieto di pesca con i sistemi a strascico e/o volante nei giorni di sabato, domenica e festivi. Da quest’anno, invece, è prevista l’introduzione dell’arresto temporaneo obbligatorio aggiuntivo che consiste in un numero di giornate aggiuntive di fermo pesca a scelta dell’armatore, differenziate per GSA e per segmento di flotta. Un fermo che è stato introdotto con l’obiettivo di attuare quanto previsto dai Piani di gestione in termini di riduzione dello sforzo della pesca nel triennio tra il 2018 e il 2020. Per questo motivo, quindi, oltre ai 30 giorni continuativi nel 2019 sarà anche effettuato un certo numero di giornate aggiuntive di arresto temporaneo obbligatorio che varierà in base alla GSA di appartenenza e alla classe di lunghezza dell’unità da pesca.