Fermate degli autobus e sicurezza, i sindacati: l’assurda vicenda di Pesche

“In Molise solo pochissime sono conformi al Codice della strada”. Le Os prendono le mosse dalla segnalazione di un pendolare costretto a scendere 3 chilometri prima della sosta e proseguire a piedi

Riemerge con forza l’annosa questione della mancata messa in sicurezza delle fermate degli autobus in Molise.

A tornare sulla problematica sono i sindacati che prendono le mosse dalla denuncia di un pendolare che usufruisce dei servizi di trasporto pubblico garantiti dalla società SATI.

“Che nel Molise ci siano pochissime fermate conformi al Codice della strada ed espressamente autorizzate dall’Anas – scrivono le Os, Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Faisa Cisal – è cosa risaputa e non a caso circola ancora oggi una famosa certificazione Anas risalente a pochi anni fa e dalla quale emergono le ubicazioni territoriali delle sole sei fermate del trasporto extraurbano autorizzate dal Compartimento del Molise e tra queste non ci è parsa l’indicazione della fermata della Sati posizionata sulla Statale 650 ed esattamente al bivio di Pesche di Isernia, oggetto della lamentela e del disservizio arrecato l’utente costretto a scendere tre chilometri prima ovvero ad Isernia”.

“Fermo restando la legittima lamentela del viaggiatore che ovviamente pagando regolarmente un titolo di viaggio auspicherebbe di poter fruire di un servizio pubblico dignitoso e di poter arrivare a destinazione senza doversi altresì sobbarcare un lungo cammino a piedi”.

“Pur tuttavia nel momento in cui far salire o scendere un viaggiatore in una fermata che risultasse non espressamente autorizzata, potrebbe dare origine, come peraltro è già successo, ad infrazioni al Codice della strada elevate dalle Forze di Polizia o ancora peggio responsabilità penali in capo all’autista in caso di malaugurati incidenti occorsi al viaggiatore, è del tutto evidente che l’impresa che assicura il servizio (in questo caso la SATI) prima di parlare delle convenzioni con la Regione e dei programmi di esercizio dello stesso Ente e che contemplerebbero agli atti “la fermata del bivio di Pesche di Isernia”, dovrebbe assicurarsi che la stessa fermata sia espressamente autorizzata dall’Anas”.

“Sommessamente ci pare quanto meno strano che l’Anas possa aver autorizzato una fermata di un servizio di trasporto pubblico all’altezza di un bivio sulla Statale 650 e ci riserviamo di produrre un accesso agli atti per svelare l’arcano. Nel frattempo sarebbe auspicabile che la stessa impresa, invece di lasciar sottintendere possibile contestazioni e provvedimenti disciplinari nei confronti del personale che non rispetterà la disposizione aziendale, si adoperasse insieme ai rappresentanti dei lavoratori per segnalare alla Regione le tante situazioni di criticità attinenti la collocazione del fermate concernenti il trasporto extraurbano”.