Fca, senza Green Pass stipendio sospeso ma niente licenziamento. Termoli, confermata la Gigafactory

I controlli saranno effettuati all’ingresso dello stabilimento attraverso gli uomini della sorveglianza e, come prevede la legge, chi non sarà in possesso del Green Pass vedrà la sospensione della retribuzione ma gli sarà conservato il posto di lavoro. E’ questa l’intenzione della Fca, adesso Stellantis, per rispettare la legge che dal 15 ottobre parla chiaro: tutti i dipendenti sia del settore pubblico che di quello privato dovranno avere il Green Pass valido come certificazione anti-Covid per poter entrare a lavoro. La comunicazione della Fca è arrivata nella serata di ieri, 11 ottobre, in vista dell’avvio dell’obbligatorietà della certificazione verde che è prevista dal 15 ottobre ed è stata subito comunicata alle organizzazioni sindacali e agli stessi lavoratori. Tutti, quindi, dovranno avere il Green Pass che certifica l’avvenuta vaccinazione o l’aver contratto il Covid negli scorsi 6 mesi altrimenti vedranno sospesa la retribuzione ma manterranno il posto di lavoro.

Stando a quanto comunicato dall’azienda ai sindacati inizialmente, per consentire un ingresso quanto più veloce possibile vista anche la mole di dipendenti che ad ogni turno si reca in stabilimento, i controlli all’ingresso saranno fatti a campione con la possibilità, però, di ulteriori controlli all’interno degli stabilimenti durante il turno di lavoro ad opera dei sorveglianti. Chi non dovesse aver “dichiarato” il non possesso del Green Pass e dovesse essere trovato durante il turno a lavorare senza la certificazione verde, in base a quanto affermato dalla normativa varata dal Governo Draghi, sarà passibile di segnalazione alla Prefettura, di una multa compresa tra i 600 e i 1500 euro e di un provvedimento disciplinare.

Nella giornata di ieri, 11 ottobre, si è tenuto a livello centrale un incontro tra le organizzazioni sindacali e il vertice di Stellantis. Sotto la lente è andato a finire il futuro degli stabilimenti, tra cui quello di Termoli, così come le stesse organizzazioni sindacali chiedono da mesi. Il focus è stato tutto sulla questione Torino mentre per quello che riguarda Termoli è stato confermato l’investimento che Stellantis aveva messo in cantiere mesi fa. “Relativamente alla annunciata costruzione della Gigafactory, che accogliamo come la migliore risposta possibile alla nostra richiesta di investire sulle nuove tecnologie di elettrificazione”.

“A fronte della scelta di accorpare i due siti torinesi di Mirafiori Carrozzerie e di AGAP Grugliasco, dichiarata oggi da Stellantis all’incontro tenutosi presso il Ministero dello Sviluppo economico, chiediamo formali garanzie per i lavoratori sul versante della tutela occupazionale e delle missioni produttive, nonché delle condizioni di lavoro”, hanno affermato Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto.
“Stellantis ha assicurato – spiegano Palombella e Ficco – che la produzione attuale di Grugliasco, vale dire Maserati Ghibli e Quattroporte, verrà trasferita con tutti gli occupati a Mirafiori, dove già si producono la Fiat 500 elettrica, la Maserati Levante ed è in corso di lancio la Maserati sportiva. Inoltre Stellantis ha prefigurato che nel futuro piano industriale post 2024 a Torino resteranno sia la piattaforma Maserati sia la produzione della Fiat 500, che col tempo diventerà esclusiva per il venir meno della linea endotermica attualmente prodotta in Polonia.

Ma noi rivendichiamo che l’impegno alla piena tutela occupazionale ed alle future misure produttive sia formalizzato e per questo abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti e confronti da svolgersi in sede sindacale a Torino. Pensiamo che occorra un accordo anche sulle condizioni di lavoro da applicare, quali ad esempio il rispetto delle regole ergonomiche sulle future linee, nonché la maturazione dei premi e dei ratei degli istituti salariali indiretti e differiti, per alleviare le ricadute economiche dei fermi produttivi”.

“Stellantis oggi ha confermato – proseguono Palombella e Ficco – nei tempi originariamente previsti il piano di lanci del prossimo anno, nonostante la crisi dei semiconduttori, in particolare della Maserati Grecale a Cassino e della Alfa Tonale a Pomigliano; è stato fatto un importante cenno anche a Termoli, relativamente alla annunciata costruzione della Gigafactory, che accogliamo come la migliore risposta possibile alla nostra richiesta di investire sulle nuove tecnologie di elettrificazione. In ogni caso il tavolo ministeriale con Stellantis deve proseguire fino alla definizione di una missione produttiva per tutti gli stabilimenti italiani. Il ruolo del Governo, non solo di garante ma anche di supporto, è fondamentale, giacché ci troviamo in un momento cruciale e difficilissimo. Stiamo difatti attraversando contestualmente un delicatissimo processo di integrazione fra FCA e PSA, una storica trasformazione dell’intero settore automotive per elettrificazione e guida autonoma, una crisi di approvvigionamento di materiali e in particolare di semiconduttori che promette di portarsi ancora a lungo”.

“Parallelo al tavolo con Stellantis – concludono Palombella e Ficco – dovrà proseguire anche quello di settore, convocato per il giorno 13 ottobre, con l’ambizione di affrontare le questioni di fondo da cui dipende la competitività e in molti casi la sopravvivenza di molte imprese della componentistica. Speriamo che il Governo si attivi sia per cercare di ripristinare il prima possibile le forniture di semiconduttori sia per favorire riconversioni industriali e attrarre investimenti su tecnologie innovative come l’idrogeno. L’Italia sembra purtroppo in grave ritardo rispetto alle altre potenze industriali, che sostengono e promuovono i loro campioni industriali nazionali”.