Fanelli: “L’assenza delle donne Dem tra i ministri è grave, su questa battaglia ci sarò sempre”

“L’assenza delle donne Dem fra i ministri – ha scritto Micaela Fanelli, capogruppo Pd in consiglio regionale – è grave e ha ragione chi dice che non è un problema delle donne, ma del PD. Ma a mio avviso è, purtroppo, un problema molto più ampio.

Un problema di visione di una società. E siccome va affrontato nella sua profondità, provo a fare qualche commento e qualche proposta, inevitabilmente non esaustiva.

Parto dalle valutazioni.

Sono di livello le ministre ‘tecniche’ del Governo Draghi. Ma hanno dimostrato coraggio anche le forze politiche che hanno espresso presenze femminili significative. A queste donne in particolare il mio augurio di buon lavoro. Per loro la sfida è doppia. Sì, perché in questo Governo la spinta al cambiamento e a interpretare le istanze di maggiore rinnovamento è venuta soprattutto dalle scelte tecniche. Quelle che rappresenteranno il cuore dell’azione. Europa, conti e Recovery.

Il ‘resto’ è stato affidato ai partiti. E quindi le donne che nei partiti avranno un ruolo determinante dovranno faticare doppio. Penso sì alla Bonetti a cui va il simbolo delle Politiche di Pari opportunità. Ma penso soprattutto alle altre. Viste dal Molise sono in particolare due le ministre che deterranno dicasteri chiave: Mara Carfagna e Mariastella Gelmini.

Alla Gelmini i delicati rapporti con il territorio. E quindi il braccio di ferro sulla sanità che è stato uno dei punti nodali del precedente Governo.

Ma soprattutto il Ministero per il Sud affidato a Mara Carfagna.

La partita dei fondi per la Coesione, cioè quelli europei, ma anche nazionali addizionali, fondi per le aree interne, passano da lei. Se viene classificato come ministero senza portafoglio, così in fondo non è, perché proprio sui fondi che l’Europa mette a disposizione sarà fondamentale lavorare per il riequilibrio delle disuguaglianze territoriali e, ovviamente, di genere.

Un percorso su cui speriamo che i passi avanti fatti grazie al lavoro del ministro Provenzano, che ringrazio, non siano costretti a una battuta d’arresto.

Perché proprio dalla Carfagna speriamo di trovare ascolto e un punto fermo per evitare che un Governo più a Nord non tenga in conto il necessario riequilibrio delle disparità tra Nord e Sud.

Su questo speriamo di essere ascoltati. Speriamo che si continui a operare per portare a compimento la battaglia di un riequilibrio territoriale per il quale, da sempre, il mio impegno è stato e sarà in prima linea. Il garante di tutto certo sarà Draghi, ma conteranno alcune posizioni e conteranno le donne che le occupano. Su questo mi auguro sapranno farsi valere.

Così come nel mio partito stanno facendosi valere le reazioni forti e determinate che mi auguro vadano oltre il contingente. Perché conseguano azioni e scelte. Ma con buona memoria.

Perché il “se non ora quando” non venga sempre rinviato.

E infatti io non rinvio. Rilancio.

A differenza di quanto si possa pensare, proprio su questo tema non ci sarà alcuna resa neanche qui. In Molise la battaglia riprende più forte di prima.

Con la consapevolezza che, l’attuale scenario nazionale, rappresenterà un’obiezione degli avversari politici. Ma proprio per questo, per dimostrare che gli errori vanno superati con una determinazione maggiore, domani stesso come gruppo PD, depositiamo nuovamente in Consiglio regionale la Proposta di Legge di modifica dello Statuto regionale che propone di inserire obbligatoriamente almeno una donna in Giunta. La PdL era stata già presentata a inizio legislatura, il 27 giugno 2018, dal gruppo del PD, senza essere poi approvata dall’Aula.

Ma su questo tema nessun passo indietro. Soprattutto alla luce di come lo scorso 2 febbraio il Consiglio ha dato il via libera a un atto di indirizzo in cui è espressa la ferma volontà dell’Aula di garantire la piena attuazione della parità tra uomini e donne.

La PdL va, infatti, proprio in tale direzione: dare attuazione alla Mozione del PD che è stata approvata e di cui sono stata prima firmataria e che ha chiesto che almeno una donna entri a far parte della Giunta Regionale, così come di conferire la delega alla parità di genere e alle diversità, al fine di garantire il pieno esercizio dei diritti sottesi e eliminare le disuguaglianze.

Alle battute di arresto, alle difficoltà, non si reagisce con la resa, ma con una maggiore determinazione.

È quello che le donne sanno fare meglio.

Quello che ci insegnano oggi giorno.

È quello che anche io metto in pratica quotidianamente.

E, allora, oggi con più forza torniamo a chiedere l’uguaglianza sostanziale.

Quell’uguaglianza che non può che passare per un impegno profondo e concreto per ridurre le differenze e affermare i diritti.

Questa battaglia mi vedrà sempre presente!”