Facciolla: “Regione taglia i fondi per la Non Autosufficienza, in 83 senza contributo”

In questi giorni finalmente è stato pubblicato il nuovo avviso sulla Non Autosufficienza, atteso dall’estate 2021.
Il Programma FNA è una importante misura sociale che si traduce in contributi economici volti al sollievo per le famiglie che si prendono cura dei propri cari non autosufficienti; in contributi per la realizzazione di progetti per l’autonomia per minori con disabilità e in favore delle attività dei Centri Socio Educativi (es. Il Palmieri di Campobasso o il S. Damiano di Termoli).  


Ora il ritardo accumulato ha portato con sé non pochi disagi alle famiglie e non basta dire che la misura è retroattiva (non in tutti i casi) per attenuare il disagio, anzi rischia di trasformarsi in alibi. Il dato di fatto è che le famiglie da sole hanno dovuto affrontare e stanno ancora affrontando da giugno tutto il peso della quarta ondata Covid.
Nel periodo più complesso della pandemia, sono rimaste senza il sostegno della Regione. Alcuni Centri Socio Educativi hanno addirittura dovuto sospendere le loro attività poiché senza fondi per continuare. Nel frattempo, purtroppo, qualche cittadino sarà deceduto oppure ricoverato in struttura perdendo di fatto la possibilità di accedere ad un proprio diritto, se si fossero rispettati i tempi previsti.
Accanto a ciò, anche quest’anno, purtroppo, siamo testimoni dell’assenza della quota di cofinanziamento regionale, con la quale la Regione Molise avrebbe potuto ampliare la risposta al fabbisogno dei cittadini e famiglie molisane. Con Determinazione n. 7405 del 03/12/2021 del Dirigente Cappuccio  difatti viene rilevato che non risulta iscritta la somma di euro 400.000 destinata a garantire il cofinanziamento regionale del programma e che pertanto occorre provvedere al solo riparto ed impegno agli Ambiti Sociali delle risorse assegnate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.


Come è successo negli ultimi anni il Ministero delle Politiche Sociali targato PD con la guida del ministro Orlando  ha incrementato il Fondo di circa 600 mila euro, passando dallo “storico” finanziamento di 3 milioni e 100 mila all’attuale strutturato fondo di 3 milioni e 700 mila euro. Inoltre il Fondo è stato incrementato, nella legge di bilancio 2022, di 50 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2022-2024, arrivando così ad un fondo di 80 milioni.
Probabilmente la struttura regionale ha ben pensato, anche quest’anno, che dato questo incremento si potesse evitare di prevedere la propria quota di compartecipazione alle spesa.
Parliamo appunto di 400.00 euro che tradotto vuol dire che 83 famiglie si vedranno private del diritto di accedere al contributo mensile di 400€ previsto per i caregiver.
Questo certifica un totale disallineamento e non sintonia tra gli sforzi che il Ministero sta operando in termini di disabilità e non autosufficienza e l’idea di politiche sociali che sta perseguendo l’assessorato regionale, negando la propria quota, rinnegando il patto fatto con i propri cittadini avendo promesso quell’importo nella programmazione triennale.


L’ammanco di 400.000 mila euro per la Non Autosufficienza (x 2 considerando anche lo scorso anno) sommato con il taglio di 600.000 euro della spesa sociale per gli Ambiti territoriali, ci parla di una Regione che ha deciso di non investire (nel periodo più complesso della sua storia recente) sulla popolazione più fragile e debole, lasciando i Comuni Capofila di Campobasso, Isernia, Termoli, Larino, Riccia, Agnone e Venafro, stoici nel loro ruolo, senza supporto, regia e coordinamento regionale, invertendo paradossalmente e pericolosamente il principio di sussidiarietà che guida le politiche sociali.
Appare necessario che la Regione inizi ad interrogarsi sul ruolo che vuole assumere nella gestione delle politiche per l’inclusione sociale.


Se vuole governare e indirizzare con una visione le politiche sociali oppure vuole demandare completamente le sue funzioni allo Stato per i finanziamenti e agli Ambiti Sociali per la programmazione.