Facciolla: «Emergenza Covid, Molise fermo al palo: il Pd invia proposte al Ministero della Salute»

«E’ trascorso- scrive il consigliere Facciolla in una nota – ancora un altro giorno, che si aggiunge ai tanti mesi, e non è stata trovata alcuna soluzione per i malati Covid del Molise.
Nella regione più piccola e meno considerata d’Italia, a causa di una pressoché totale disorganizzazione nella gestione dell’emergenza, ormai da settimane chi ha il Covid muore da solo nella propria casa, nei reparti di malattie infettive e, nei pochi posti dei reparti di rianimazione.
Da mesi ci battiamo affinché questa situazione cambi, da mesi cerchiamo un dialogo con i vertici della Regione e dell’azienda sanitaria con atteggiamento tenace ma positivo e propositivo. Avanziamo proposte e delineamo possibili soluzioni che puntualmente non vengono prese in considerazione.
Abbiamo da tempo intrapreso un dialogo con i nostri referenti politici a livello nazionale e, al fine di farci portavoce del grido d’allarme che migliaia di molisani vogliono far arrivare al resto d’Italia, abbiamo inoltrato un documento al Ministero della Sanità affinché sia chiaro quanto sta accadendo in Molise.
Il nostro documento ripercorre l’iter scellerato della cattiva gestione di questa emergenza, tutte le scelte sbagliate: la mancata individuazione di un unico ospedale Covid, l’ostinazione nel non voler riaprire l’ospedale Vietri di Larino, il folle progetto di convertire un rudere adiacente al Cardarelli in un nuovo padiglione destinato ai malati Covid e le relative menzogne sui tempi di realizzazione, l’ipotesi di container dove creare altri posti letto di terapia intensiva ed i tempi infiniti di realizzazione persino di questi, i mancati contratti a tempo indeterminato per medici ed infermieri, il bando per infermieri fermo da ottobre, i dati inviati dalla Asrem alla cabina di regia del Ministero che sembrano non rispecchiare affatto la realtà dei contagi, i ritardi nell’individuazione delle zone rosse e la carenza di controlli sul territorio, i ritardi nell’organizzazione della somministrazione dei vaccini, i sindaci rimasti inascoltati dal presidente della regione e lasciati soli nell’assumere decisioni e molto, molto di più.
Nel documento che abbiamo inviato al Ministero della Salute ed al Ministro Speranza (che fino ad oggi sembra aver del tutto ignorato il Molise) abbiamo avanzato ancora una volta delle proposte in vista del fatto che è ormai palese la presenza della variante inglese del virus tra la popolazione molisana e la necessità di arginare i contagi accelerando i tempi della la campagna vaccinale.
Abbiamo fatto presente al Ministero:

1 – L’inutilità dell’allocazione delle risorse, pari a 9 milioni di euro, sulla costruzione di una nuova Torre Covid presso il Cardarelli di Campobasso, in fase ancora progettuale, e destinarle per la realizzazione di un Covid Hospital presso il Vietri di Larino, concentrando tutte le cure relative in questa struttura e individuando in questa essa anche i posti relativi di terapia sub intensiva, a bassa intensità di cura e riabilitazione relativi ed, in prospettiva, la possibile utilizzazione quale Centro di Malattie infettive interregionale.

2 – La necessità di operare un reclutamento straordinario di personale medico, infermieristico, OSS e tecnici di laboratori necessari, sfruttando tutti i Decreti Legge vigenti in materia con norme ad hoc, i fondi della protezione civile, le possibilità di utilizzo di personale militare, di medici volontari di supporto dall’esterno attraverso almeno contratti a tempo determinato di 1 anno, con procedure abbreviate, dando una stabilità necessaria al funzionamento delle strutture per un tempo ragionevole, così come hanno
giustamente richiesto le OO.SS. di settore , nonché espletare rapidamente tutte le procedure concorsuali possibili, anche servendosi, se le strutture ASREM sono inadeguate a realizzarle rapidamente, ad una struttura straordinaria dell’AGENAS oppure del Ministero della Salute.

3- Il bisogno di attrezzare tutti i laboratori dei 4 ospedali pubblici per aumentare lo screening dei tamponi molecolari, onde processarne un numero maggiore possibile; dotare il Laboratorio centralizzato di Campobasso di un sequenziatore per isolare le varianti del virus.

4 – La necessità di attivare, reclutando personale apposito almeno a tempo determinato, almeno una unità USCA per ogni struttura territoriale ambulatoriale o Casa della Salute dell’ASREM, dimensionando una USCA ogni 15/20.000 abitanti, nonché attivando presso ciascuno degli stessi, una unità di effettuazione raccolta campioni di tamponi molecolari; nonché di attivare rapidamente, presso ogni comune, un organico adeguato di infermieri di comunità.

5 – Di demandare ai Medici di Base, alle farmacie pubbliche e private, attraverso una procedura semplificata, la prenotazione on line dei soggetti richiedenti il vaccino secondo le tempistiche e le categorie previste dal Piano Nazionale di Vaccinazione, demandando la vaccinazione non solo agli 8 punti regionali previsti, ma almeno a tutte le strutture ambulatoriali e Case della Salute ASREM. Ipotizzare come punti vaccinali, anche palestre comunali, così come fatto in altre regioni.

6 – Potenziare il Call Center h24 dedicato ai vaccini e a tutte le esigenze dei pazienti o conviventi dei Covid.

Tutte queste sono soluzioni che possono e devono essere adottate velocemente. Qui in Molise non possiamo più permetterci di perdere altro tempo».