«Europa, grande incompiuta. Occorre riavvicinarla ai cittadini»

Francesco Galtieri (+Europa- Italia in Comune) si presenta a Termoli. «Bisogna prendere in mano le proprie vite»

REDAZIONE TERMOLI

Da un lato la questione che da sempre tiene banco in Italia e nelle regioni del Mezzogiorno, quella distanza fisica e politica dall’Europa che la fa vedere quasi come un concetto astratto piuttosto che come un bacino di risorse e di opportunità da intercettare. Dall’altro lato proprio queste opportunità che vengono lasciate da parte anche dai giovani sempre più distanti dai temi della politica vista come miglioramento del proprio territorio. Si è parlato anche di questo nel corso dell’incontro che Francesco Galtieri, candidato al Parlamento europeo per +Europa – Italia in Comune ha tenuto a Termoli. «Io chiamo l’Europa la grande incompiuta – ha affermato Galtieri – perché per quanto i trattati hanno previsto anche tutta una parte di sviluppo dell’Europa di natura territoriale legata più che altro ai cittadini gli stessi sono stati separati dall’Europa dalla presa in ostaggio da parte di enti territoriali il più delle volte poco trasparenti che mancano di visione e quindi riavvicinare l’Europa ai territori e ai cittadini cogliendo le occasioni che sono offerte direttamente alle imprese e ai cittadini senza l’intermediazione, a volte politicizzata, dell’accesso alle risorse e far conoscere di più quello che l’Europa fa per i cittadini come la tutela dei diritti e dei consumatori che sono quindi degli elementi di impatto positivo anche della vita di chi in Europa non ci va». Sotto la lente il tema dei giovani, spesso sempre più distanti dalla politica. Per Galtieri, invece, bisogna provare «attraverso un’apertura a quello che l’Europa pone a ridefinire la nostra narrativa. Oggi, da meridionale, trovo inaccettabile che il senatore della Calabria Matteo Salvini ci dica quello che siamo, quello che non siamo e quello che è il nostro destino. Noi veniamo da terre che hanno avuto la determinazione di definire la propria identità e il proprio percorso di vita, solidarietà e sostenibilità del concetto di comunità locale che devono essere ripresi in mano». Ecco per Galtieri cosa si può fare. «Il significato che si è dato alla parola politica è stato monopolizzato dalla relazioni con i partiti e tra i partiti, invece, la politica è come mangiamo, cosa decidiamo di fare e come ci comportiamo gli uni con gli altri dobbiamo restituire al termine politica l’interezza del suo significato e anche i giovani che sono allontanati e non hanno vissuto la fase di animazione più ideologica esistita fino agli anni ’90 restituirà un valore più nobile al termine politica ma per fare questo c’è bisogno che alcuni di noi che magari si sono liberati di questo velo di un destino incontrovertibile rienergizzino la volontà di prendere in mano le loro vite non c’è mai stato un accesso così importante alle opportunità anche se lontano da casa e quindi se riuscissimo a trasformare il viaggio o la partenza da un concetto di esilio a un concetto di mobilità aiuteremo tante persone a vivere una vita più da 20esimo secolo ed è per questo che sto facendo di tutto per girare l’enormità dei territori dell’Italia meridionale».

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