Esami clinici all’ospedale, l’odissea di un utente molisano

In che stato è ridotta la sanità molisana lo raccontiamo ogni giorno. Con le nostre notizie. Ma oggi, lasciamo ad un collega, il giornalista e scrittore Agostino Rocco, il compito di raccontare l’esperienza di questa mattina, riportata sulla sua pagina Fb, una storia che merita di essere divulgata, per capire il reale stato delle cose:
“Stamattina dovevo sottopormi ad analisi cliniche presso il Veneziale di Isernia. Avevo tutte le impegnative prenotate regolarmente, meno una che conteneva proprio la ricerca clinica di forte interesse. L’impiegata del front office in laboratorio mi dice “questa ricetta deve farla vidimare al Cup.” Vado al Cup ma l’impiegata spiega”questa analisi non la facciamo più, vada presso un laboratorio privato, a pagamento.”
Io dico “va bene, per favore mi autorizzi gli altri esami.”

  • impossibile, non posso modificare la ricetta del suo medico.
  • ma scusi, mi autorizzi gli altri esami, quello in particolare lasciamo perdere.
  • Le ripeto che non posso, si faccia fare dal suo medico una nuova richiesta senza quell’esame.”
    -ma scusi, sono venuto in ospedale alle 8.00, sono invalido al 100%, perché devo rifare tutto daccapo?
  • non lo dica a me, se vuole protestare si rivolga al direttore sanitario…
    A quel punto devo riprendere l’auto, recarmi dal medico di base, fargli riscrivere la prescrizione, andare a farla autorizzare, ritornare in laboratorio giusto in tempo prima dello stop ai prelievi.
    DOMANDA: MA SE QUEL TALE ESAME NON SI FA PIÙ IN OSPEDALE, PERCHÉ COSTRINGERMI A FAR RISCRIVERE LA RICETTA EX NOVO DAL MIO MEDICO?
    Burocrazia stupida, cattiva con i pazienti, dolosa verso chi ha gravi malattie in atto. Siamo un Paese con troppi idioti al comando”.