Episodio Asrem. ‘Omniacostruzioni’ risponde ai sindacati: “Da sempre, aperti al dialogo”

Arriva immediata la replica della ‘Omniacostruzioni’ con riferimento alla nota diffusa dai sindacati che si sono espressi in merito all’episodio dell’uomo intenzionato a lanciarsi dal tetto dell’Azienda Sanitaria Regionale, a causa di stipendi arretrati.

“In relazione alla nota diffusa dai sindacati a seguito di quanto accaduto in data 24/11/2017, riteniamo, come Omniacostruzioni, doveroso fare alcune puntualizzazioni.

La Omniacostruzioni è un’azienda radicata fortemente sul territorio da circa 40 anni. Le opere realizzate in tutto il Molise e  fuori regione sono ben note in tutti gli ambiti lavorativi e sociali. Senza andare troppo indietro nel tempo, solo fino a dicembre 2016 il numero totale degli addetti era di circa 50 unità.

Nonostante la crisi del settore iniziata da circa 6 anni sia sotto gli occhi di tutti, la Omniacostruzioni ha cercato fortemente di mantenere inalterata la sua forza lavoro e l’attenzione da sempre rivolta da parte della nostra azienda nei confronti dei propri dipendenti è testimoniata dalla longevità delle assunzioni in essere. La crisi di liquidità di aziende come la nostra è dovuta, essenzialmente, ai ritardi sui pagamenti da parte degli enti pubblici committenti da oltre 400 giorni.

Ricordiamo che l’attività di manutenzione ordinaria e straordinaria per conto dell’ASREM, rappresenta una piccola percentuale sulla totalità dei lavori in capo alla nostra azienda. Ad ogni modo, la Omniacostruzioni tende a evidenziare, senza alcun vittimismo ma per ristabilire la verità di quei fatti che da imprenditori responsabili affrontiamo ogni giorno, come dalla stessa ASREM, ad oggi, risultino non esserci state pagate fatture del 2016 e del 2015.

Il contratto di manutenzione in essere, prevede il pagamento, da parte della Asrem, a 30 giorni dalla data di fatturazione e, nonostante le dichiarazioni fornite in data 24/11/2016 dalla dirigenza Asrem, ad oggi le somme indicate come pagate non risultano nelle disponibilità dell’azienda.

In virtù di un modello aziendale improntato sulla più alta considerazione della persona e del lavoratore e dell’ambiente familiare creatosi, l’azienda ha più volte riunito le maestranze, fornendo le più ampie spiegazioni sulla crisi che la attanaglia e che non le permette di programmare nei dettagli le proprie scadenze essendo soggetta ai ritardi dei pagamenti delle amministrazioni.

Non risponde al vero, quindi, quanto asserito nella nota dei sindacati in riferimento alla nostra totale mancanza di dialogo. A dimostrazione di ciò, non ci sono le chiacchiere ma delle documentazioni, dalle quali risulta come abbiamo accettato, già dal dicembre 2016, di sederci al tavolo richiesto dai sindacati al Prefetto di Campobasso, senza mai negarci al confronto.

Piuttosto, nel settembre 2017 con una nota (datata 12/09/2017), abbiamo dovuto far presente alla stessa ASREM che ci convocava a un nuovo incontro, come tale incontro urgentemente richiesto dai sindacati non fosse mai stato sollecitato dai nostri dipendenti che avevano, già allora in essere, un accordo con la nostra società per il pagamento delle loro spettanze arretrate. Anche in questo caso, a sostegno di quanto dichiariamo ci sono le carte, in quella sopra citata ci sono i nomi, i cognomi e le firme dei dipendenti che dichiaravano quanto scritto.

È, quindi, qualcosa di oggettivamente lontano dalla realtà dei fatti, quanto riportato dai sindacati nella loro nota con una dose di pressapochismo che lascia sgomenti. La stessa nota dei sindacati, andando ben oltre le analisi, le proposte e le soluzioni, sembra preoccuparsi principalmente di screditare uomini e professionalità,  ritenendo che la demagogia spicciola porti consensi facili, cosa per altro opinabile, visto che in primo luogo la nostra azienda valuterà azioni di querela doverose per ristabilire un minimo di quella verità che probabilmente ai sindacati interessa meno, molto meno, della strategia, neanche troppo ricercata, dell’attacco personale, che purtroppo, per lavoratori e imprese, si rivela un atto di miopia programmatica priva di un minimo di voglia di conoscere e rispettare il lavoro di tutti”.

 

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