Emergenza Molise, la regione può splendere

di Valentina Manocchio

CAMPOBASSO. È ormai tradizione delle città del Sud riportare risultati paradossalmente bassi nelle classifiche nazionali riguardanti la vivibilità dei centri abitati, ma ciò non sembra interessare né le amministrazioni locali né i cittadini, ignari del disagio a cui vanno incontro.

Tra le prime città in classifica emergono i piccoli centri, per via delle dimensioni che sembrerebbero facilmente gestibili e con percentuali di lavoratori e di turisti altissime. Tale discorso non sembra valido per il capoluogo del Molise, Campobasso, che risulta al cinquantesimo posto in graduatoria. La domanda sorge spontanea ed è inevitabile chiedersi: ”Come mai Campobasso, nonostante sia una piccola città del Centro-Sud, ha livelli talmente bassi di vivibilità che rischia lo spopolamento?”

Le risposte potrebbero essere molteplici. Le soluzioni potrebbero essere altrettanto valide? Esaminando alcuni aspetti riguardanti il territorio molisano, ci rendiamo conto di moltissimi luoghi che potrebbero tornare in vita con piccoli interventi di manutenzione e restauro ed altri che non vengono valorizzati abbastanza. Riportare alla luce piazze, strade, parchi, parcheggi non servirebbe solo a rendere la città affascinante e pulita, ma potrebbe aiutare i ragazzi che, trovando un luogo dove trascorrere del tempo, potrebbero abbandonare alcune cattive abitudini. La mancanza di spazio verde pulito e della manutenzione di questo ultimo è uno dei problemi principali della città che spesso porta i ragazzi a tentare “l’evasione” da Campobasso, dove le giornate risultano noiose e monotone. La totale assenza di concerti, spettacoli e quindi la carenza di eventi che potrebbero essere organizzati nelle piazze, ormai abbandonate a se stesse, è uno dei motivi che permette al centro abitato di posizionarsi in basso alla classifica.

Tra le tante idee, si potrebbe pensare ad un intervento di riassetto migliorativo e di cambio destinazione d’uso nella zona presso l’Ex Romagnoli dove promuovere iniziative sportive o culturali. Si potrebbe considerare la realizzazione di una struttura che si vada ad inserire perfettamente nell’ambiente preso in considerazione. L’edificio potrebbe essere un palazzetto dello sport e si potrebbe sfruttare la vicinanza dal Corso Vittorio Emanuele II qualora si volessero organizzare manifestazioni, giochi, eventi di qualsiasi genere, idealizzando percorsi diverteti ed educativi. Un luogo che nella sua poca riservatezza sia disposto ad accogliere diverse destinazioni tutte meritevoli di considerazione.