Elezioni, Roberti all’attacco: «Altro che 80 opere per Termoli»

Dai lavori pubblici alla cultura, il candidato del centrodestra “bacchetta” l’amministrazione Sbrocca

REDAZIONE TERMOLI

Da un lato le 80 opere per Termoli «che a nostro avviso non sono state fatte». Dall’altro lato un bilancio «che non è tutto rose e fiori» e nel mezzo le infinite polemiche che hanno caratterizzato il mandato «di una amministrazione comunale che pare aver fatto la guerra a tutti se si considera il numero di contenziosi e di affidamenti legali che sono stati dati». E’ un report sul bilancio dell’amministrazione Sbrocca «non solo dal punto di vista contabile» quello che è stato fatto dal candidato sindaco del centrodestra, Francesco Roberti, e dal candidato consigliere comunale Tony Spezzano. «Se metti un commercialista all’Urbanistica e un geometra al Bilancio come puoi immaginare che vada tutto bene?», ha esordito Roberti rispetto all’incarico dato all’ex assessore Ferrazzano ora candidato proprio nel centrodestra. «E’ come se volessero dire che se le cose vanno male poi la colpa è la mia ma un sindaco si deve assumere le proprie responsabilità quando viene a raccontare che Termoli ha una condizione tranquilla tale da poter affrontare tutte le cose». Roberti ha quindi passato ad elencare tutto quello che il sindaco Sbrocca ha fatto «da assessore ai Lavori pubblici, al Turismo, alla Cultura e allo Sport». Il primo affondo è quindi arrivato sui lavori pubblici: «Corso Nazionale, opera lasciata in carico dall’amministrazione Di Brino, sembra essere una gettata di lava dopo l’eruzione del Vesuvio. Per il lungomare, che pure era un’opera dell’amministrazione Di Brino, dicono di aver piantato mille piante di cui non c’è ombra». E ancora le rotatorie: «quella di Rio Vivo potrebbe essere chiamata Rotatoria Sbrocca perché è come un’opera d’arte visto che non ha una forma. Le periferie sono state lasciate in totale abbandono. A Difesa Grande mi dicono che per l’erba alta ci sono le vipere quasi dentro le case e hanno il barbaro coraggio di dire che hanno fatto tanto per Termoli». E ancora la questione del depuratore del Sinarca «dove dovrebbero collegare una zona con 18mila residenti per una struttura che ne può gestire solo 12mila e siamo ancora lontani dalla realizzazione del gruppo di sollevamento al parco e non sono ancora ordinate le pompe», e della cultura «con le opere che sono state messe in un caveau. Aspettiamo anche di capire dal sindaco Sbrocca perché si è dimesso dal Consorzio». E poi sotto la lente è andata a finire la questione del bilancio. Dopo la replica di Sbrocca alle accuse che gli erano già state mosse anche da Nick Di Michele, Roberti è tornato a battere sulla questione. «Ci sono dei debiti fuori bilancio che graveranno sul bilancio». «Il rendiconto doveva essere approvato in consiglio comunale entro il 30 aprile invece è stato approvato solo in Giunta – ha affermato Spezzano – il tutto deve essere inviato alla banda dati delle amministrazioni pubbliche entro il 20 giugno altrimenti si avranno delle diffide e se questo non accade il Comune si blocca e non si può fare nulla, neanche l’estate termolese». Secondo Spezzano nel rendiconto approvato il 30 aprile in Giunta ci sarebbe «un disavanzo di 1milione 700mila euro» con alcune variazioni di bilancio. «Hanno avuto 5 anni per fare quello che doveva essere fatto – ha concluso Spezzano – e sono arrivati alla fine della consiliatura con un disavanzo di amministrazione».

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