Ecco perchè con Gesuè si può fare

GENNARO VENTRESCA

Campobasso indifeso.  Per le troppe pere raccolte oltre la linea della nostra porta. Indifeso, al limite della decenza, da due giovanotti che comunque andrà a finire la stagione, non verranno inseriti nell’albo d’oro del nostro club. Parare è complicato, conveniamone. Ad ogni pera, vuoi o non vuoi, corrisponde un sommario processo all’estremo difensore. Ancora è reperibile su You tube una clip su Boskov che chiede al suo assistente se sul gol la colpa sia stata di Pagliuca.

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Volendo affondare il coltello, mi chiedo le ragioni delle numerose pere prese a domicilio: tre dal Notaresco, una in più dal Fiuggi, due dal Vastogirardi e dall’Avezzano e, in ordine cronologico, tre dal Pineto, nostra bestia nera. Trovo che con maggiore attenzione potevamo stare al comando della classifica. Detesto i processi, ma mi aspetto qualche spiegazione dal nostro mister, così pignolo nel disporre i suoi ragazzi sui campi esterni nel sigillare la difesa, ma poco incline a chiudere gli spazi nelle prove casalinghe.

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Se mai Cudini decidesse di dire in proposito la sua, sono convinto che non darebbe la colpa al modulo; al limite, si soffermerebbe sugli errori tecnici. Che pure ci sono stati, anche se gli ultimi tre pareggi per certi versi si somigliano. Non è un caso che siano arrivati con i nostri avanti di due reti. Direi che al di là dei documentati strafalcioni sia stata la bassa concentrazione a svegliare i nostri avversari. Se a Vasto, con un uomo in meno per oltre un’ora, abbiamo saputo difendere a denti stretti il minimo vantaggio, non capisco l’uno-due finale del Pineto, senza compiere prodezze.

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Se non sei il Liverpool o il City della passata Premier non puoi infilare un filotto di sole vittorie. La squadra di Klopp quest’anno ha vinto 23 partite, pareggiando la 24^ e si appresta a migliorarsi. Guardiola, per far suo il secondo titolo, dovette incatenare 18 successi consecutivi. Come dire: senza prodigi sei destinato a non raggiungere l’obiettivo. Allo stato dell’arte i rossoblù sono in serie positiva da 14 turni. Dopo una partenza lenta e sofferta.

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Se fosse stato ancora vivo Tonino Molinari, per cancellare dalla testa dei giocatori, dei giornalisti e dei tifosi il mezzo scivolone con gli abruzzesi avrebbe subito annunciato: “Andiamo a vincere a Matelica. E’ già pronto il premio doppio”.  Solo per colpa mia ignoro se in categoria siano in uso i premi. Che in passato venivano fissati in estate: tot per i successi in casa, doppio per quelli fuori e metà premio per i pareggi. 

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Coraggio ragazzi. Vi ricordo che l’anno scorso, alla diciottesima giornata, abbiamo battuto il Matelica a casa sua (2-3), con reti di Lo Bello, Musetti e Cogliati. Parlo di un bel Matelica, piazzato alle spalle della capolista Cesena. Come dire: provaci ancora Lupo.

P.S. Mi piace ricordare che dopo anni di bonifici non andati a buon fine, con Gesuè le cose sono cambiate. Nemmeno il tempo di aprire il calendario a febbraio che sono stati accreditati sul conto dei giocatori gli stipendi di gennaio.

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