Ecco le ragioni del rilancio

GENNARO VENTRESCA

Sarà solo per colpa mia, ma mi sembra di capire che nessun pianista di tastiera di Facebook, da cui sono partiti siluri e mammolette all’indirizzo del nostro mister, si sia ricordato di mettere in evidenza che il cambio di rotta della nostra squadra lo si deve a due fattori. Il primo si chiama Cogliati -da quando è tornato lui, la sconfitta questa sconosciuta- e la rivoluzione tattica. Due aspetti non secondari, che hanno muatao non solo la pelle, ma soprattutto l’anima rossoblù.

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C’era una volta il jolly Candellori, sprecato a fare il terzino. E quel Cafiero in mezzo all’area a far arricciare il naso. Potrei fermarmi qui, anche se c’è stato tanto altro. E’ servito un po’ di tempo all’algido Cudini per mettere ordine. E, soprattutto è stato indispensabile il ruolo di Gesuè che invece di abbattersi ed effettuare un ribaltone, ha indicato solo qualche piccolo correttivo, infiocchettato da parole al miele e un mazzetto di sorrisi al posto dei musi lunghi.

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Aggiungerei che sul nascere della stagione si era arrivati al punto di rimpiangere Jonathan Alessandro: il suo omonimo, peraltro ancora carico delle gloria cesenate, ha stentato a mettere in vetrina le sue squisite doti tecniche e stilistiche. Insomma, come si può notare, c’è voluto il buon senso più che la bacchetta magica per fare del Campobasso una “vera” squadra.

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Mentre si scatenava la caccia al colpevole, Mario Gesuè ha messo nuovi ottani nel motore. Fatti non solo di sorrisi, ma anche di iniezioni di fiducia. Da vero manager ha riaffermato il consenso a Cudini, da lui medesimo considerato, tra lo stupore generale, il più bravo mister dei girone. Mostrando fiuto, come comprovano i fatti. Da lì a poco abbiamo potuto scoprire che la formazione rossoblù si è messa a giocare con consapevolezza e maturità: solida in difesa, al netto di qualche sbaffo casalingo, tosta e geniale a centrocampo, micidiale in attacco.

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Il Lupo ha rispettato l’avversario, lo ha affrontato con personalità e coraggio senza avere il minimo cedimento. E proprio il modo in cui ha battuto sul suo campo il Notaresco a rendere impressionante la sua prestazione più scintillante, conclusa con un risultato chiaro che ha fatto spargere sull’intero girone la legge del nuovo pretendente alla vittoria finale.

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