«Ecco i miei 6 punti per Termoli». Roberti presenta il programma

«Non è un libro dei sogni». E sul tunnel: «Ha creato delle discordie e non è funzionale per lo sviluppo della città»

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REDAZIONE TERMOLI

Il tunnel? «Ha creato delle discordie all’interno dei cittadini e non ci sembra funzionale allo sviluppo di Termoli. Io credo che qualunque progetto che non è stato realizzato si possa modificare». La riqualificazione del centro? «Vogliamo la riqualificazione di Pozzo Dolce e riverificare il progetto dei parcheggi per risolvere anche questo problema». Il referendum? «Abbiamo deciso di mettere in campo un confronto con l’azienda per modificare il progetto e portare questo progetto modificato all’attenzione dei cittadini o tramite un referendum o tramite un indice di gradimento della fattibilità delle opere e, insieme, andremo a decidere il da farsi». Parola di Francesco Roberti, candidato sindaco del centrodestra che ieri mattina ha presentato il suo programma elettorale. Ventisei pagine suddivise in sei “capitoli” diversi. Sullo sfondo la Termoli come era una volta e in azzurro, il colore della sua campagna elettorale, la descrizione della Termoli che dovrà essere nelle intenzioni di Roberti «e di tutto il centrodestra perché questo programma non l’ho fatto da solo ma è stato condiviso con tutti». Una Termoli che per il centrodestra dovrà essere «una città che amministra, che rinasce, che cresce, che migliora, solidale e che si organizza». Sotto la lente la grande “vertenza Termoli” che Roberti, da eventuale sindaco, vorrà aprire: «la grande questione che dobbiamo porci – si legge alla fine delle 26 pagine di programma – è dove poter trovare le risorse per realizzare i nostri progetti». Di qui la “ricetta”: «sarà fondamentale attivarsi per accedere alle risorse comunitarie nel rispetto dei fabbisogni della nostra città. Apriremo la vertenza Termoli con la Regione, i Ministeri competenti, i vati enti ed aziende per un programma di rilancio e di restituzione di tutto quello che spetta al nostro territorio. Il nostro è un programma corposo – ha proseguito il candidato sindaco – ma non è un libro dei sogni. E’ incentrato sulla possibilità di rilanciare Termoli e utilizzare le competenze dei giovani con l’intenzione di coinvolgere tutte le attività e le associazioni che daranno la possibilità di ricreare quell’aspetto di comunità che è mancato tra l’amministrazione e i cittadini». Per Roberti, infatti, in questi anni Termoli è stata “vittima” di una sorta di «oscurantismo e di cattivo governo che ha portato a cancellare quello che si è fatto prima». L’esempio diventa Corso Nazionale «trasformato in una pista di atterraggio» ma sotto la lente ci finiscono vari aspetti della vita cittadina: dalla collaborazione con i cittadini, allo sviluppo di Termoli. «In questi anni più di qualcuno è stato messo da parte noi punteremo alla trasparenza, alla semplificazione e alla meritocrazia cercando di migliorare la competenza degli impiegati attraverso corsi di formazione». E ancora l’attenzione al commercio e all’industria «lavorando in sinergia per riportare Termoli a valori che per anni hanno permesso alla città di svilupparsi». E ancora la cultura. «Ogni euro investito in cultura ne produce 5 – ha affermato Roberti – ma la cultura non è la costruzione di opere faraoniche ma nasce dalla scuola e dal far sì che Termoli possa essere quella città che in passato ha ospitato eventi e personaggi importanti». Di qui il lancio dell’idea delle “Olimpiadi dell’Adriatico” per permettere ai giovani di Croazia ed Albania di arrivare a Termoli. Sotto la lente anche la fine della Tua, la società di trasformazione urbana creata nel 2002 che «prevedeva la realizzazione sul territorio di opere come il Teatro Verde e la piscina del parco e la costruzione di un teatro attraverso i 5milioni di euro di opere di compensazione dell’arrivo della Turbogas. L’oscurantismo di qualche sindaco ha buttato a mare la Tua e ha incassato soldi dalla Sorgenia per pagare consulenti e avvocati per oltre 1milione di euro». E ancora il rimando all’università. «Va bene la laurea in cucina – ha ironizzato il candidato sindaco – ma vi sembra possibile che con un nucleo industriale come il nostro si sia tolta quella in ingegneria?». E ancora la messa in sicurezza del Biferno e la nota dolente, quella della sanità. «Termoli ha bisogno di un vero ospedale a servizio non solo dei propri cittadini ma di un territorio più vasto. Ci batteremo per garantire che l’ospedale San Timoteo, già morto, possa risorgere a servizio dei cittadini che si stanno svenando per mantenere in vita delle strutture inesistenti. Niente e nessuno ci potrà fermare sulla salute». E alla fine la promessa: «la prima cosa che farò se dovessi essere eletto sarà togliere queste due ancore in Corso Umberto I e ridare la voce ai cittadini».

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