E ora Bontà provi a imitare Ronaldo

GENNARO VENTRESCA

Ho ancora gli occhi abbagliati dall’abbacinante gesto tecnico-atletico di Ronaldo. Un colpo di testa mai visto. Che neanche Bontà sarebbe capace di ripetere. Se ne faccia una ragione il nostro capellone. Come Ronaldo non c’è nessuno. Di testa e di piedi, nessuno può reggergli il passo, è lui l’incarnazione del gol. Leo Messi, invece, è di altra pasta, è la fusione del calcio. Mi piacerebbe, in una partita virtuale, vedere i due, almeno per una volta, giocare con la stessa maglia e puntare nella identica porta.

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Mi scuso con Bontà per il paragone provocatorio con lo juventino che ha servito diversi padroni. Al contrario dell’argentino che arrivò a Barcellona piccolo, gracile, malato e bisognevole di cure. Che hanno prodotto effetti prodigiosi, ricambiati con una fedeltà non solo fatta di gesti sportivi senza uguali e di gol numerosi e gioiosi come coriandoli, ma di fedeltà. La fedeltà è difficile da trovare, anche nel chiuso della famiglia. Mogli e mariti che prendono altre strade, i figli che rincorrono compagni/e sbagliati. Uno sparpagliamento inimmaginabile mezzo secolo fa.

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Il mazzetto di ex che il Campobasso si troverà di fronte a Selva Piana è il figlio dei tempi. A cominciare da Farina, non se ne sarebbe mai andato dalla nostra città se solo Edoardo Falcione non si fosse incapricciato alla ricerca “del bel gioco”. Probabilmente sarebbe rimasto anche Marinucci che giocò giovanissimo con i nostri colori e ora fa il diesse del Vastogirardi, la più simpatica squadra del girone. Più simpatica dell’Agnone. Il che è dire tutto.

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Non avrebbe preparato il bagaglio nemmeno a pensarci Albino Fazio, mortificato da immotivate decisioni che lo hanno costretto a lasciare la sua città, per dimostrare che il suo lo sapeva e lo sa fare benissimo. In campo e fuori. E così il diligente Corbo che ci ha messo l’anima, per pochi euro di paga. Farina mi piace. Ha un bel carattere, forse troppo espansivo. A mio avviso avrebbe avuto bisogno di una forgiatura in club più professionale di quelli che ha incontrato da Torrecuso a oggi, compreso il nostro che era si attrezzato, ma ancora troppo acerbo.

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Gli ho visto cambiar partite che nemmeno Allegri. Lo seguo da Boiano, poi a Isernia e via discorrendo. Tutta roba di metallo grossolano, ma ben lavorato. Con la testa e con la grinta. Al contrario di certi tardoni, Farina in panchina è sveglio e sa scuotere meglio di Conte i suoi ragazzi.

In punta di verità voglio sperare che domani, nel piccolo derby, che resta tale anche con l’etichetta di “giornata rossoblù”, il simpatico Francesco s’incarti e non obblighi i nostri ragazzi a sudare le sette camicie, per superare la prova del Nove. Tanti, infatti sarebbero i risultati utili consecutivi.

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La “giornata rossoblù” è stata puntualmente fissata in coincidenza con l’arrivo della capolista o della sfidante al titolo. La scelta, questa volta, per un senso di opportunità, è caduta per l’arrivo del Vastogirardi che di suo non ha uno stuolo di supporter. Ma a ben guardare il calendario c’era poco da scegliere: Notaresco e Recanatese sono già passati dalle nostre parti. Restava l’Agnone, e non sarebbe stata una cattiva idea. Ma condivido il rispetto che il nostro club ha voluto manifestare alla formazione di Di Lucente.

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