“E’ la vita che ci indica le canzoni”, a tu per tu con Nino D’Angelo prima del concerto in Molise

All’Auditorium di Isernia con il suo “Il poeta che non sa parlare”. “Riabbracciare il pubblico in un concerto dal vivo è qualcosa di meraviglioso e ci è mancato tanto a causa del Covid”

Un tour di 20 concerti in tutta Italia e un futuro ancora tutto da scrivere per Nino D’Angelo che sabato 14 maggio farà tappa all’auditorio di Isernia per il suo “Il poeta che non sa parlare”.

A 40 anni da “Nu jeans e ‘na maglietta”, la canzone che lo ha portato al primo grande successo e in attesa di festeggiare il suo 65esimo compleanno, D’Angelo si prepara a calcare il palcoscenico molisano nell’ultimo concerto live dei 20 svolti in tutta Italia.

Sono passati 40 anni da “Nu Jeans e ‘na maglietta” come è cambiato il panorama musicale e artistico in questo tempo?

“Per quanto mi riguarda è passato tempo – afferma ai microfoni del Quotidiano del Molise – Nu jeans e ‘na maglietta ha trasformato la mia vita e mi ha fatto entrare in un giro musicale importante.

E’ stata la scintilla che ha preso fuoco e mi ha regalato una vita nuova, serena. E’ stato un regalo della vita per me che amavo cantare e suonare la passione che diventa lavoro è da privilegiati.

La musica non è cambiata solo per il Covid. Io ho sempre cercato di fare qualcosa di diverso già da 20 anni e mano a mano il pubblico mi sta premiando per questo. Dopo tanti anni tutti capiscono di più le trasformazioni e perché avvengono. Se uno è capace o non è capace e devo dire che per me questo è un bel momento perché sto vedendo una serie di teatri nuovi e questa volta sento che la gente vuole ascoltare, non solo strillare.

E’ un pubblico attento a quello che canto e questo mi riempie di orgoglio e mi fa piacere perché noi artisti vogliamo arrivare al cuore della gente anche per quello che facciamo non solo per avere milioni di fan che ci seguono ma che ci permettono di arrivare alla loro anima.

Sono molto maturato rispetto all’inizio. Da quando ho tolto il caschetto e adesso sto raccogliendo i frutti. Le mie possono definirsi delle canzoni autobiografiche che toccano quello che sento, specialmente quelle dell’ultimo ventennio. Sono delle mie osservazioni, canzoni più pensate”.

E’ tornato ad esibirsi dal vivo dopo la pausa legata all’emergenza Covid, cosa si prova a poter riabbracciare il pubblico dei concerti?

“È una cosa meravigliosa. E’ bello ritrovare il proprio pubblico dopo tutto questo tempo di sofferenza e di preoccupazione.

Siamo stati chiusi dentro casa con la preoccupazione perché non si sapeva chi fosse rimasto e chi no. E’ stato pauroso. Abbiamo perso parenti, abbiamo avuto la paura per i figli. C’è una specie di liberazione quando si esce sul palco e si vede il pubblico con le mascherine.

Non fa piacere a nessuno perché non vedi l’espressione del pubblico la faccia e il sorriso. Qualcuno annuisce e questo ci manca ancora ma già che stiamo facendo tutto questo è tanto rispetto a prima che non si cantava, non si faceva nulla eravamo tutti degli sconfitti senza poter giocare la partita.

Questo tour è stato bello perché c’è tanta gente che ci viene a vedere. Gente anche nuova che in questi due anni si è soffermata sulle nostre pagine Facebook ed Instagram durante qualche diretta abbiamo simpatizzato con persone nuove che non erano proprio fan ma hanno saputo apprezzare le nostre canzoni.

Abbiamo trascorso un periodo nel quale la gente è stata molto in rete ma adesso siamo qui e non ci vogliamo pensare più. I concerti sono bellissimi ognuno ha il suo pubblico tutto si fa per noi e la gente che ti ama ti vuole bene e ti apprezza le persone non ci hanno fatto mancare il proprio calore”.

Quali sono i suoi progetti futuri?

“Ci godiamo quello che c’è ci stiamo organizzando per un futuro nuovo sperando che tutto finisca. Mi piacerebbe fare un pò di teatro ancora se me lo permettono ma adesso voglio continuare sulla strada dei concerti perché il mondo è grande e per qualche anno ancora bisogna cantare poi pensiamo.

Con I fan siamo tutti una grande famiglia. Una famiglia che parla di sentimenti che ha dei valori importanti. Crediamo nell’amore. Siamo una famiglia un po’ retrò per certi versi. Oggi le famiglie si sono sgretolate ma noi cantiamo quello che ci indica la vita. Perché è la vita che ci indica le canzoni”.