È bene aumentare le “pagine” del proprio vocabolario emotivo

Camera di Commercio – SPID

di Luigi Castellitto

Nessuno può negare che la comunicazione sia cambiata, tecnologizzata sotto risvolti positivi e negativi, con l’esternazione delle emozioni naturalmente plasmata secondo gli attuali standard. Non per questo, però, rimane inutile rafforzare il proprio vocabolario emotivo, sempre un punto fondamentale per migliorare la qualità dei contatti sociali.
Cosa si intende quando si parla di perfezionare il vocabolario emotivo? Vuol dire sapersi esprimere, mantenere la propria idea senza “strabordare”, sintonizzarsi con i bisogni nostri e altrui, traducendo ottimamente i sentimenti in parole, essere empatici, creare una struttura di ponti basata su rispetto e assertività. Competenze, queste, essenziali nel quotidiano.
Quando si parla di questa dimensione, spesso ci si concentra sui bambini. Al giorno d’oggi, famiglie e insegnanti sono consapevoli dell’importanza di una precoce educazione a questa abilità e diversi studi dimostrano che è possibile migliorare la competenza linguistica dei bambini se viene insegnato loro a riconoscere ed esprimere le emozioni durante i primi anni di età scolare.
E per quanto riguarda gli adulti? Cosa succede, ad esempio, a e con persone incapaci di esprimere le loro paure, necessità e frustrazioni? Non tutti gli individui hanno avuto l’opportunità di godere di un buon sviluppo socio-emotivo. Ma c’è di più, non tutti dispongono degli stessi meccanismi regolatori o di una fluenza comunicativa tale da permettersi di tradurre in parole i propri nodi, i labirinti nei quali le emozioni restano spesso imprigionate.
È possibile rafforzare il vocabolario emotivo? Per prima cosa bisogna tener presente che rendere in parole un’emozione significa rendersi visibili, convalidare se stessi, ma anche gli altri. Bisogna, quindi, dare forma alle sensazioni e condividerle, districando i gomitoli interiori, armonizzare il caos con termini semplici per essere capiti e capire. Ad esempio, si vivono ogni giorno realtà che non si sa ben trasmettere agli altri, e non ci si riesce perché spesso le proprie “corde vocali” sono in qualche modo ianadatte. Disporre di parole utili, che permettono di includere queste realtà è eccezionale, persino catartico. Spesso, tuttavia, succede l’esatto opposto, capita di frequente di non trovare le parole adatte per catalogare le emozioni che si provano; ma non solo, non si sa riconoscere con esattezza quello che ci succede. La mancanza di alfabetizzazione emotiva immerge in stati nei quali si finisce per reprimere i sentimenti perché non si sa cosa farsene. Occorrono, quindi, strategie in nostro aiuto. Ogni emozione ha un correlato fisiologico che si deve saper accettare prima, per poi carpirne il messaggio e, infine, darle un nome (ad esempio ira, invidia). Non servirà a nulla reprimerla o nasconderla. Stessa cosa per quelle altrui, essere ricettivi ed empatici, essere sensibili alle emozioni degli altri per potersi adattare alla loro realtà e poter comunicare meglio.
Molti esperti del settore consigliano di fare uso dei cosiddetti verbi emotivi. Si tratta di un meccanismo molto efficace per trasmettere sentimenti e dimostrare onestà e apertura. Un esempio di questo espediente sono i verbi come “provare”, “amare”, “avere paura di”, “avere voglia di”, “dare fastidio”, “invidiare”, ecc. Oltre a ricorrere a questa strategia, è necessario allenare la fluenza verbale. Alcune persone dispongono di una grande abilità oratoria, sono grandi comunicatori e conversatori ma, tuttavia, scarseggiano di attitudine verbale in materia emotiva, non sanno esprimere come si sentono, di cosa hanno bisogno e non sono capaci di mantenere un dialogo con altre persone su aspetti sentimentali e personali. Bisogna, quindi, allenare proprio questo tipo di fluenza.
Ognuno genera diversi tipi di “narrazione”. Raccontare a se stessi e al prossimo delle storie a mano a mano che si integra il proprio vissuto e le proprie esperienze. Si è tutti una storia, ci si può riuscire tramite l’intelligenza emotiva. Conoscersi, esprimere quello di cui si ha bisogno, attuare l’assertività e l’empatia permetterà di creare una narrazione della propria storia più rispettosa e integra. Tutto ciò rivoluzionerà la concezione che si ha della propria persona.
Siamo tutti esseri emotivi che in un dato momento impariamo a ragionare. Gestire meglio questo universo interiore faciliterà le cose.

Camera di Commercio – SPID

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