Due emendamenti “salva Molise” presentati da Lotito e richiesti da Toma

Uno riguarda l’azzeramento delle sanzioni per il debito Inps e la rateizzazione della restante parte, l’altro concerne la rateizzazione in 30 anni del disavanzo della Regione

Ma la Lega si oppone, Toma: «Se fosse vero, vorrebbe dire avere poca considerazione per il Sud»

I conti del Molise sono, come noto, in profondo rosso e «l’unica strada percorribile è quella che abbiamo imboccato». Parole del presidente della Regione Molise Donato Toma che ha lavorato di concerto con il senatore Lotito per la presentazione di due emendamenti per la rateizzazione dei debiti del Molise. Per la verità gli emendamenti li ha formulati il governatore, “approfittando” del ruolo di rilievo, vicepresidente, del senatore eletto nella nostra regione in commissione bilancio del Senato. 

«Ho proposto a Lotito due emendamenti – ha precisato il presidente – perché questo era il momento giusto. Uno riguarda l’azzeramento delle sanzioni per il debito Inps, per una cifra di 39 milioni, e la rateizzazione della restante parte, il debito, che ammonta a oltre 40 milioni. E’ stata un’apposita richiesta della Regione e si può fare perché non va a pesare sulla Finanza statale.»

L’altra questione rilevante riguarda, ovviamente, il disavanzo della Regione Molise che ammonta a 533 milioni di euro, ma che potrebbe aumentare di altri 200 milioni, in base a quanto rilevato dalla Corte dei Conti. 

«L’altro emendamento – ha proseguito il governatore – riguarda proprio la rateizzazione in 30 anni del disavanzo della Regione. Quello accertato al 31 dicembre 2021, a partire dal 2023 può essere ripianato e rateizzato in 30 anni. Non ho chiesto la rateizzazione dell’ulteriore debito – specifica Toma – ma di tutto il disavanzo. Questo perché nel 2015, quando fu emanata la legge sull’accertamento straordinario dei residui attivi, il Molise utilizzò l’opportunità solo per 250 milioni, ma il debito era di 500. La Regione perse l’occasione di ripianare tutto e il residuo ce lo siamo trovati sul groppone in questa amministrazione. E’ la stessa agevolazione chiesta e ottenuta dalla Regione Sicilia in legge di Bilancio. 

Entrambi gli emendamenti, da quanto mi ha riferito il senatore Lotito, sono passati in Commissione e andranno nel Milleproroghe.»

Sembrerebbe che a non vedere di buon occhio questa soluzione sia proprio un partito della maggioranza di governo. Da quanto trapela dagli ambienti romani, infatti, sembrerebbe che la Lega sia infastidita dagli emendamenti cosiddetti “salva Molise”. Pare che ai duri e puri leghisti del Nord non piaccia il “salvataggio” di regioni del Sud come Sicilia e Molise. 

«Se fosse vero – chiosa il presidente Toma – vorrebbe dire avere poca considerazione per il Sud. Sono provvedimenti che non gravano sullo Stato ma permetterebbero alle Regioni di recuperare risorse proprie. Significherebbe che la Lega non è un partito che guarda all’Italia, ma prevalentemente al Nord, mi rifiuto di credere a questa ricostruzione, anche perché lavoro in modo eccellente con i governatori leghisti in Conferenza delle Regioni.

Del resto non abbiamo scelta – ha concluso il governatore – così come non l’ha avuta la Sicilia. Anche loro, come noi, hanno avuto la sospensione della parifica da parte della Corte dei Conti.» dim